Boom della domanda per i bond emessi da Enel

18 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – E’ arrivata soprattutto da Francia e Gran Bretagna l’eccezionale domanda da 12 miliardi piovuta sul bond in due tranche offerto da Enel stamane. E la forte domanda insieme alla possibiltà per Enel di stringere la guidance sono visti come un ottimo segno dal mercato dei capitali: il classico raggio di sole dopo mesi di nebbia. “Non ci si ricordava più un mercato così forte, erano mesi che non si vedevano deal così” dice una banca al di fuori del pool di collocatori.

L’azienda elettrica ha prezzato in serata le due tranche dell’obbligazione: per quella al giugno 2015 – cedola 4,625%, collocata per 1,25 miliardi – il rendimento è risultato al 4,691%, ovvero 290 punti base su midswap; per quella a ottobre 2018 – da un miliardo, cedola 5,75%, il rendimento è stato fissato al 5,868%, pari a 350 pb su midswap .

In apertura di book la guidance proposta si attestava in area 300 pb sul midswap per la tranche più breve e a 360 pb su qualla più lunga, riviste poi successivamente al ribasso, a 290 e 350 pb, proprio grazie alla consistente domanda registrata.

Enel è sempre stato tra i fiori all’occhiello italiani del mercato dei capitali, con gli investitori che la paragonano a un governativo e l’apprezzano per le sue frequenti emissioni. Ma una risposta così, forse nemmeno i lead manager se l’aspettavano.

“Sugli investitori hanno giocato, oltre al nome, alcuni fattori generali che hanno contribuito a gonfiare i portafogli” dice uno dei lead manager. “Prima di tutto il mercato: da una settimana gli spread sono rimasti abbastanza stabili e anche stamane il clima era di miglior fiducia. Fattori questi che creano la classica finestra di cui un emittente può approfittare”.

Inoltre occorre considerare il livello di liquidità in circolazione. Proprio questa settimana vengono a scadere titoli e cedole in Francia per circa 30 miliardi e non a caso proprio dalla Francia viene gran parte della domanda su Enel. “Gli investitori, in un clima leggermente migliorato, stanno realizzando che detenere titoli Tripla A a rendimenti che faticano a coprire l’inflazione è alla fine anti-economico e quindi alcuni di essi stanno diversificando il loro portafoglio” dice uno strategist.

Il raffronto di rendimento balza all’occhio.

Le due tranche dell’Enel (rating in ambito ‘A’) di oggi, considerando lo spread sul midswap, rendono rispettivamente circa il 5% e il 5,90%. Il titolo di stato francese (rating Tripla A) con scadenza 2015 rende oggi l’1,77% e il 2018 rende il 2,50%.

Rispetto alla curva del debito italiano la tranche 2015 di Enel offre sostanzialmente lo stesso rendimento, mentre la 2018 offre circa 30 centesimi in più.

Il rating di Enel è ‘A3’ per Moody’s e ‘A-‘ per Standard & Poor’s e Fitch.

Sulla curva Enel la tranche di oggi 2015 si paragona con i bond domestici di Enel con scadenza 2015 e 2016 che offrono un rendimento di 230 pb su midswap e quello internazionale 2016 a 220 pb su midswap.

La tranche 2018 si paragona con il bond Enel 2017 che ha un rendimento a 260/5 pb su midswap e con il bond 2018 a midswap +255.

Il Cds a 5 anni di Enel quota oggi in area 260/80 punti base, in restringimento di 7 pb dalla chisura di venerdì.

Barclays, BNP Paribas e Deutsche Bank sono stati i global coordinator dell’emissione odierna. Si aggiungono Banca Imi, BBVA, Santander e UniCredit.

La scorsa settimana Telecom Italia (con rating in ambito Tripla B) ha collocato un bond da 750 milioni con sacdenza 2017 con un rendimento del 7,15%.

Il 7 ottobre Eni ha terminato la raccolto per 1,32 miliardi di euro con due tranche di bond a sei anni rivolto al retail, pagando sul tasso fisso 280 pb sul tasso midswap, sul tasso variabile 280 pb sul tasso euribor. Eni ha rating da Moody’s pari ad A1, superiore quindi all’A2 della Repubblica italiana. Il rating da Standard & Poor’s è pari ad A+ anche in questo caso superiore al livello A della Repubbilca italiana.

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Dopo il bond da 1,75 miliardi di euro lanciato nel luglio scorso, Enel ha fatto un bis da primato, collocando la piu’ grande emissione corporate in euro del 2011.

Nell’ambito del suo programma di Global medium term notes, spiega MF, il gruppo guidato da Fulvio Conti ha offerto ieri nuove obbligazioni per un ammontare di 2,25 miliardi, divise in due tranche: la prima da 1,25 miliardi di euro a tasso 4,625% con scadenza 24 giugno 2015, la seconda da un miliardo di euro a tasso 5,750% con scadenza 24 ottobre 2018. Lo spread e’ rispettivamente di circa 290 e di 350 punti base sopra il midswap.

Pensare che appena all’inizio di settembre, a Cernobbio, l’a.d. Conti aveva lasciato intendere che non c’era nel breve termine alcuna necessita’ di nuove emissioni, pur aggiungendo che tutte le opportunita’ di mercato sarebbero state colte. La mossa a sorpresa e’ andata a segno, sfruttando l’apertura positiva dei mercati asiatici: il blitz di Enel, attraverso Enel Finance International con la garanzia della capogruppo, e’ stato accolto da un boom di ordini, con richieste ben sopra i 12 miliardi, oltre cinque volte l’offerta.

Escludendo i bond piu’ recenti, al giugno scorso il gruppo ha gia’ in circolazione obbligazioni per oltre 26,5 miliardi di euro, 21 miliardi circa dei quali quotati in mercati regolamentari. Le scadenze piu’ ravvicinate sono il 14 marzo 2012, con i due prestiti da 400 e 600 milioni di euro emessi nel 2005, e poi il 15 gennaio e il 12 giugno 2013, quando scadranno rispettivamente un bond in dollari da 1 miliardo e un altro in euro da 750 milioni.