Bonus professionisti di maggio, a che punto è l’assegno da 1.000 euro

21 Luglio 2020, di Alberto Battaglia

Dopo gli assegni da 600 euro ricevuti per i mesi di marzo e aprile, i professionisti iscritti alle casse previdenziali private sono ancora in attesa di vedere accreditati sul conto i 1.000 euro previsti per il mese di maggio.

Dopo l’ultimo decreto interministeriale dello scorso 29 maggio, che aveva permesso alle casse private di erogare (in ritardo) il bonus relativo ad aprile, mancano ancora i provvedimenti attuativi per l’emissione dell’ultimo bonus previsto dal dl Rilancio.

A giustificare i ritardi ci sarebbe, in questo caso, un’insufficiente dotazione finanziaria: i 650 milioni di euro stanziati potrebbero non bastare a soddisfare tutti i potenziali percettori del bonus. Per il bonus-aprile, infatti, sono già stati spesi 300 milioni: a parità di budget sarebbe impossibile, insomma, sussidiare la stessa platea aumentando da 600 a 1000 euro il valore dell’assegno.

Se a fine maggio era stato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, a sgomberare il campo dai dubbi, confermando i bonus anche ai professionisti, oggi sul profilo Facebook del ministro non c’è alcuna traccia della questione – nonostante il ritardo nell’erogazione possa comportare disagi non indifferenti per i professionisti colpiti dalla crisi.

Il dubbio che sembra insinuarsi in questi giorni è che l’attesa dei professionisti sia dovuta alla necessità di restringere i requisiti per l’accesso al bonus. Se così fosse si verrebbe, però, a creare una discutibile disparità di trattamento fra i professionisti iscritti alla gestione separata Inps e quelli iscritti alle casse degli Ordini professionali.

I requisiti per l’accesso al bonus, finora, sono stati i seguenti:

  • Reddito professionale non superiore ai 35mila euro nel 2018; oppure
  • Reddito professionale compreso fra i 35mila e i 50mila euro nel 2018 con riduzione dei compensi del 33% nel periodo di riferimento del bonus
  • Inoltre è necessario non essere titolari di pensione, di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato