Economia

Via libera definitivo al decreto bollette. Cosa prevede

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di Pierpaolo Molinengo

E’ passato oggi in via definitiva al Senato il decreto bollette, dopo che il Governo Meloni ha posto la questione di fiducia sul provvedimento, che necessitava di approvazione entro il 29 maggio 2023. Il testo è stato approvato con 99 favorevoli, 54 contrari e 2 astenuti. La Camera l’aveva già approvato con 158 voti a favore, 71 contrari e sei astenuti del Terzo Polo. Vediamo cosa prevede.

Le misure contro il caro bollette

Le novità più importanti sono le misure contro il caro bollette, pensate appositamente per le famiglie e per le imprese.

Riduzione dell’Iva e azzeramento degli oneri di sistema

È stata confermata, per il gas, la riduzione dell’Iva al 5% e l’azzeramento degli oneri di sistema.

Per il teleriscaldamento e per l’energia prodotta con il gas metano è stata ridotta al 5% l’aliquota Iva. Il contributo introdotto a favore delle imprese, che consumano fino a 5.000 metri cubi, è stato confermato solo per il mese d’aprile: la decisione è stata presa a seguito della riduzione dei prezzi del gas naturale all’ingrosso. Il contributo verrà erogato in misura ridotta: il 35% rispetto al valore applicato nel corso del trimestre precedente.

Bonus sociale, per le famiglie con Isee fino a 15.000

Prorogato fino al 30 giugno 2023 il cosiddetto bonus sociale, che consiste in uno sconto sulle bollette di luce e gas per le famiglie con un Isee fino a 15.000 euro.

Incentivi per il risparmio energetico

Di particolare interesse risulta essere il nuovo incentivo al risparmio energetico, che coinvolge tutti i contribuenti senza limiti di reddito: i diretti interessati, nel periodo compreso tra il 1° ottobre ed il 31 dicembre 2023, potranno accedere ad una compensazione delle spese di riscaldamento.

I criteri per la sua assegnazione verranno definiti direttamente attraverso un apposito decreto dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e da quello dell’Economia e delle finanze. Spetterà all’Arera definire le modalità applicative e la misura del contributo, che potrà essere erogato.

Crediti di imposta per le imprese

Vengono confermati, fino al 30 giugno 2023, i crediti d’imposta al 40% e al 45% per le imprese, nel caso in cui nel corso del primo trimestre 2023 abbiano registrato un incremento del prezzo delle bollette di luce e gas. Gli aumenti devono essere pari al 30% rispetto a quanto pagato nel corso del primo trimestre 2019.

Riservato unicamente agli imprenditori agricoli che producono e cedono energia fotovoltaica, è l’agevolazione prevista per il periodo d’imposta 2022 che permette di beneficiare di un regime di tassazione più favorevole, per la componente riconducibile all’energia ceduta.

Gli altri provvedimenti del decreto bollette

Non solo bonus bollette. Il decreto introduce infatti alcune novità su svariati fronti.

Ridurre l’impatto del payback dei dispositivi medici

Il Mef riferisce che il governo è intervenuto in materia di salute ed ha provveduto a stanziare qualcosa come 1,1 miliardi di euro in favore delle Regioni e delle province autonome per limitare l’impatto del payback dei dispositivi medici sulle aziende del settore.

Nuove scadenza per le violazioni di natura formale

In materia fiscale, invece, è stato ridisegnato il calendario dal 31 marzo al 31 ottobre 2023 per i termini di pagamento della prima rata per regolarizzare le violazioni di natura formale commesse fino al 31 ottobre 2022. Prorogati rispettivamente al 30 settembre 2023, al 31 ottobre 2023 e al 30 novembre 2023 i termini per il pagamento della prima, della seconda e della terza rata per il ravvedimento speciale sulle dichiarazioni validamente presentate per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 e precedenti.

Valorizzazione del made in Italy

Nel nuovo Codice degli Appalti, invece, c’è anche una norma definita prima l’Italia che fissa dei criteri premiali per il valore percentuale dei prodotti originari italiani o dei Paesi Ue.

No alla produzione di carne sintetica

L’Italia, inoltre, ha detto no al cibo sintetico. Francesco Lollobrigida, Ministro per le politiche agricole, spiega che “la norma sancisce il divieto di produzione, commercializzazione, importazione. C’è un rischio di ingiustizia sociale con il cibo sintetico: una società in cui i ricchi mangiano bene ed i poveri no. Non c’è un atteggiamento persecutorio ma di forte volontà di tutela. C’è anche un maggiore rischio di disoccupazione e vogliamo tutelare la salute pubblica”.