Bomba debito sta per esplodere, nel mondo 20.350 euro a testa

13 Marzo 2017, di Daniele Chicca

Secondo le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale il debito globale è cresciuto a 152 mila miliardi di dollari, pari a 144.443 miliardi di euro. Se si divide tale cifra per le sette miliardi di persone che vivono sulla terra si ottiene un debito di 231.714 dollari, circa 20.350 euro a testa in media. Significa che nel mondo ogni famiglia di quattro elementi ha un debito di quasi 81.400 euro.

Inutile specificare che sono poche le famiglie in Italia che riuscirebbero a ripagare la somma e viviamo in un paese abbastanza benestante e ricco in confronto alla media. Basti pensare che più di tre miliardi di persone vivono con due dollari o meno al giorno. Insomma, la metà del nostro pianeta non sarebbe in grado di contribuire alla restituzione del debito gigantesco contratto da settore pubblico e privato, e questo vuol dire che la quota da ripagare sarebbe molto più elevata dei 20.350 euro a testa stimati.

Ovviamente il debito non sarà mai ripagato dalle singole famiglie, ma l’esempio dà l’idea di quanto sia impossibile il rimborso del passivo nei prossimi anni e decenni. Se c’è qualcuno – un consumatore o un’azienda – che non può ripagare, scatta il default delle sue finanze. Stiamo vivendo nel periodo della maggiore bolla del debito della storia. Il debito continua a gonfiarsi a ritmi forsennati specialmente se confrontati a quelli di crescita del Pil mondiale.

Debito, Gross: “camion carico di nitroglicerina”

Se mai la crescita economica dovesse subire una battuta d’arresto, il sistema finanziario globale entrerebbe in una grave crisi. Bill Gross, l’ex gestore di Pimco e uno dei più rispettatati esperti di finanza al mondo, ha osservato che “il nostro sistema finanziario altamente indebito è come un camion carico di nitroglicerina che percorre una strada accidentata“. La metafora è quanto mai calzante se si pensa che tutto sembra andare bene fino a quando arriverà il giorno in cui beccheremo una buca nel momento sbagliato e tutto salterà per aria.

“L’economia globale ha creato una mole maggiore di credito rispetto al Pil se confrontata con l’inizio del disastro del 2008. Negli Stati Uniti, il credito di 65 mila miliardi di dollari è pari a circa il 350% del Pil annuale e il tasso sta salendo. In Cina, il rapporto è più che raddoppiato nell’ultimo decennio, raggiungendo il 300%. Dal 2007, la Cina ha accumulato altri 24 mila miliardi di debito in bilancio. Nell’arco dello stesso periodo gli Stati Uniti e l’Europa ne hanno aggiunto 12 mila miliardi ciascuno.

Il capitalismo finanziario dipende, secondo Gross, dall’espansione creditizia e dalla creazione di nuove riserve da parte delle banche centrali, denaro che a sua volta è prestato da banche private per creare negozio ristoranti, telefonini e una miriade di altre aziende e prodotti al consumo.

“Ma la creazione di credito ha dei limiti – avverte Gross – e il costo del denaro (i tassi di interesse) devono essere monitorati con estrema attenzione per capire se i debitori (pensate ai clienti subprime) sono in grado di ripagare le rate mensili dei loro prestiti”. Se i tassi e il rapporto tra credito e Pil sono troppo alti, allora possono manifestarsi dei cigni neri alla Lehman Brothers.

Se i tassi sono invece troppo bassi e il rapporto tra Pil e debito scende, allora il sistema imploderà in un altro modo, dal momento che risparmiatori, fondi pensione e compagnie di assicurazione non saranno capaci di generare redditi sufficienti per offrire servizi e risanare i loro di debiti.

Senza contare poi che i politici negli Stati Uniti dovranno affrontare la madre di tutte le battaglie sul debito: mentre in settimana scade la misura varata da Obama di innalzamento del tetto del debito,  infatti, si scopre che la liquidità iscritta nei bilanci delle casse federali del governo americano è ormai inferiore alla componente cash nel bilancio di Google.