Bollettino: tensione nei mercati per la riduzione del QE in USA. Ma non è l’unico motivo…

24 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – La reazione dei mercati al possibile cambio di passo della Fed sul quantitive easing è stato violento, prevedibile ma forse eccessivo. Secondo quanto riportato da un sondaggio di Bloomberg il consensus per il momento anticipa una riduzione dell’acquisto di titoli da $85 miliardi a $65 miliardi tra settembre e la fine del piano (giugno 2014). Bernanke è stato piuttosto esplicito nel suo comunicato ufficiale e la decisione finale sarà condizionata all’andamento dell’economia ed al raggiungimento di due target precisi:

  • un tasso di inflazione vicino al target del 2 %;
  • un tasso di disoccupazione sotto il 6,5%.

Economia

Per le prossime settimane, il mercato concederà una particolare attenzione ai dati economici come i non-farm payrolls, la variazione dei consumi e del reddito personale e, visto l’atteggiamento dei mercati nelle ultime ore, la volatilità farà da padrona anche nelle prossime settimane.

Altro elemento da tenere sotto controllo è il conflitto interno tra le banche locali e la Banca Centrale Cinese (PBOC). Quest’ultima sta cercando di drenare parte della liquidità interna e limitare i danni di un uso eccessivo del credito. Questa operazione aggiunge un’altra compente di volatilità, come possibile conseguenza c’è il rischio di far rallentare più del dovuto la seconda economia mondiale.

Mercati

  • Borse del mondo: Wall Street -2,7%, Cina -4,1%, Giappone +4,3%, UK -3,0%, Germania -4.2%, Francia -3,9%, Italia -5,6% e Spagna -4,6%.
  • Obbligazioni governative e corporate: l’avversione al rischio ha penalizzato indistintamente tutto il comparto obbligazionario (governative e corporate) e in particolar modo i Paesi emergenti.
  • Commodities e valute: le tensioni in Medio Oriente e i timori circa la possibilità di un rientro dalla politica monetaria espansiva della FED in settimana hanno condizionato i prezzi delle commodities, in particolare oro e petrolio. Il dollaro si è apprezzato vistosamente rispetto alle principali valute (cambio euro/dollaro è passato da 1,34 a 1,31)

Da tenere d’occhio questa settimana

  • Europa: l’indice IFO in Germania, i dati sulle vendite al dettaglio e inflazione (Italia, Spagna e Germania);
  • USA: il PIL (Trimestre/Trimestre), reddito e spesa personale;
  • Giappone: il tasso di disoccupazione, la produzione industriale su base mensile e l’indice dei prezzi al consumo;
  • BRIC: indice dei prezzi al consumo del Brasile e indicatore avanzato dell’economia cinese.

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