Bollettino: elezioni in Germania, Siria e tapering. Più incertezza sui mercati a settembre

9 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – Dopo la relativa calma di agosto, settembre rischia di rivelarsi un mese impegnativo per i mercati mondiali. In fibrillazione per il probabile avvio del tapering” della Fed e le elezioni in Germania, i mercati in chiusura di settimana hanno dapprima virato in rosso a seguito delle dichiarazioni di Vladimir Putin sulla questione Siria, per poi rimbalzare grazie ai dati sul mercato del lavoro USA. Rimangono i rischi d’instabilità politica del Governo italiano.

Durante la settimana, il Governatore della BCE Mario Draghi ha dichiarato di mantenere invariato il tasso di riferimento a 0,50%, senza fornire ulteriori chiarimenti di “Forward guidance”, cioè sulle prossime mosse della BCE. Tuttavia con le sue parole ha invitato gli operatori a non sopravvalutare i dati positivi dell’ultimo periodo. Inoltre la BCE ha cambiato le stime di crescita del PIL, migliorando marginalmente quelle per l’anno in corso (da -0,6% a -0,4%) e riducendole per il 2014 ( da 1,1% a 1,0%). Non sono state previste particolari pressioni inflazionistiche, dal momento che la variazione dei prezzi dovrebbe attestarsi su un tasso dell’1,5% a/a nel 2013, per poi scendere all’1,3% a/a nel 2014. Vale la pena notare (tristemente) come nelle nuove previsioni dell’OCSE l’Italia sia l’unico Paese tra quelli del G7 ad avere un tasso di crescita dell’economia negativo nel 2013 (-1,8% a/a).

Lo stesso comportamento della BCE è stato assunto dalla Banca Centrale d’Inghilterra che ha deciso di mantenere invariati i tassi d’interesse di riferimento senza fornire indicazioni future di politica monetaria.

In settimana, si è chiuso il G20 a San Pietroburgo. Il comunicato finale dei leader del G20 afferma la necessità di cambiare con prudenza ma in maniera calibrata le attuali politiche monetarie. Nelle valutazioni su singoli Paesi allegate alle conclusioni si esorta l’Italia a proseguire il cammino delle riforme. Infine, sul fronte della politica internazionale, fonte di preoccupazione sono state le dichiarazioni di Vladmir Putin, che ha ribadito l’assenza di progressi alla soluzione del conflitto siriano, chiudendo così un G20 senza accordo.

Vediamo in particolare per macrozone:

  • Europa: i dati sul PMI di agosto hanno confermato una certa espansione dell’attività economica, anche se rimane condizionata dalla debolezza della domanda interna (ad eccezione degli UK) e non sufficiente ad interrompere il calo dell’occupazione.
  • USA: aumentano per la prima volta in quattro settimane le richieste di mutui. Il tasso di disoccupazione scende inaspettatamente da 7,4% a 7,3%, mentre la creazione di posti di lavoro aumenta nel settore manifatturiero, rispettivamente a 169 mila (da 104 mila).
  • Giappone: le spese in beni capitali delle aziende giapponesi rimangono invariate nel secondo trimestre dell’anno.
  • BRIC: migliora l’indice PMI in Brasile ed aumentano i prezzi al consumo su base mensile. In Russia non si registrano variazioni su base annua del PIL e dei prezzi al consumo.

Mercati

  • Borse del mondo: Germania +1,9%, Francia +2,6%, Italia +1,9%, Spagna +4%, UK +1,9%, USA +2,2%, Cina +2%, Giappone +3,8%.
  • Obbligazioni governative e corporate: i rendimenti sono in salita sia nel comparto governativo che in quello corporate. Nonostante l’intensificarsi della crisi politica, lo spread BTP-Bund è sotto controllo, stabilmente in un intorno di quota 250. In relativo, il mercato continua a privilegiare le obbligazioni spagnole rispetto a quelle italiane.
  • Commodities e valute: altalenante il prezzo del petrolio e dell’oro. Continua invece il trend di apprezzamento del dollaro (1,31€) e della sterlina (0,84€).

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