Blockchain: dalle polizze all’agroalimentare, come si applica

20 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Festeggia i dieci anni la tecnologia blockchain e da sistema per la gestione degli scambi criptovalute oggi si apre a nuove frontiere. Solo negli ultimi due anni sono stati censiti più di 800 progetti e la metà in settori molto diversi da quello del Bitcoin, Ethereum & co.

Le applicazioni nell’economia reale sono infinite. Sono anche quello che rende la tecnologia così innovativa e ricercata.

Blockchain: non solo Bitcoin

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano è emerso che la Blockchain è una tecnologia ancora giovane e sono poche le aziende che la utilizzano già operativamente. Il settore più avanzato è sicuramente quello finanziario ma nell’ultimo periodo sono però aumentati i progetti in settori diversi da quello finanziario.

Tra gli operatori più attivi si registrano le aziende del settore agroalimentare che stanno cercando di sfruttare la Blockchain per tracciare i loro prodotti lungo tutta la filiera. Se no le utilities, con progetti orientati agli scambi di energia peer-to-peer e all’efficientamento del trading di energia. Si arriva fino alle aziende che si occupano di logistica, come per esempio Maersk.

Non mancano le compagnie di assicurazioni, che stanno già lavorando alla creazione di prodotti innovativi, come per esempio polizze che assicurano i clienti sul ritardo degli aerei e che permettono il pagamento automatico del rimborso in caso di ritardo.

La situazione in Italia

Nel 2018 le aziende italiane hanno speso in tecnologie blockchain e distributed ledger circa 15 milioni di euro. Il 59% delle aziende italiane ha avviato progetti che utilizzano la tecnologia della catena o è pronto a farlo: il 3% di queste ha già progetti operativi, il 35% ha delle sperimentazioni iniziate e il 21% ha intenzione di attivarle nei prossimi 12 mesi.

Le principali barriere all’adozione della tecnologia blockchain sono la mancanza di competenze, la difficoltà nel valutare i benefici attesi e la scarsità delle risorse a disposizione. La maggior parte delle aziende, infatti, non ha né un budget né un team dedicato alla blockchain.

Le applicazioni nella vita quotidiana

Tra i progetti nell’Agrifood, l’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano ne ha individuato alcuni molto interessanti. Carrefour ad esempio è stata la prima azienda della grande distribuzione europea a utilizzare la tecnologia distributed ledger per far sì che ogni componente della supply chain (produttori, trasformatori, distributori) possa fornire informazioni su vari tipi di merce”, dalla linea di polli ruspanti Carrefour Quality Line Auvergne, ad altri otto settori quali uova, formaggio, latte, arance, pomodori, salmone e carne.

Barilla in collaborazione con Ibm ha avviato una sperimentazione che utilizza la tecnologia distributed ledger per tracciare il basilico da inserire nel pesto.  Infine Gruppo Italiano Vini, in collaborazione con Almaviva ha sperimentato l’utilizzo della blockchain per la tracciabilità di alcuni prodotti.