Bitcoin: sentiment negativo degli italiani. Timore per i rischi connessi

18 Maggio 2021, di Alessandra Caparello

Si sente parlare più spesso di Ethereum, Dogecoin e altri ma la regina incontrastata nel mondo delle criptovalute rimane il Bitcoin. Ma cosa ne pensano gli italiani della moneta digitale per antonomasia è stato l’oggetto dell’ultima indagine realizzata da Wall Street Italia in collaborazione con T-Voice.

La società si occupa di opinion mining, sentiment analysis e topic discovery e sfrutta algoritmi di artificial intelligence supervisionati con l’obiettivo di offrire una panoramica precisa di opinioni e sentimenti condivisi tramite web e social network.

Le analisi sono state condotte su più di 8.000 testi in lingua italiana riguardanti il tema “bitcoin” presenti nel web e sui principali social network per il periodo che va dal 15 Marzo al 20 Aprile 2021.

Tutti i risultati sono presentati al netto degli “off-topic”, ovvero senza considerare quei testi che non contengono il tema di interesse.

Il sentiment degli italiani verso il Bitcoin

Ma cosa ne pensano gli italiani del Bitcoin? Prevalgono sentimenti negativi per il 37,4% contro il 34,9% che invece esprime pareri positivi. Neutrale il 27,7% del campione intervistato. Una netta inversione di tendenza rispetto alla precedente rilevazione quando a prevalere era stato un sentiment positivo nei confronti della criptovaluta.

 

 

Il grado di soddisfazione degli italiani

L’indagine mette in luce anche un basso grado di soddisfazione nei confronti del Bitcoin che, ottiene nel Web Opinion Index, termometro del livello di soddisfazione degli italiani con il Bitcoin, a -2,52 punti contro i 17,53 della precedente rilevazione.

L’indice varia da -100 a +100 e 0 rappresenta il valore soglia. Valori maggiori di zero indicano soddisfazione. Valori minori di zero indicano insoddisfazione. 0-25 basso, 25-50 medio-basso, 50-75 medio-alto, 75-100 alto (in termini assoluti).

 

Tra i temi più discussi sui web e i social network inerenti il Bitcoin, emerge il tema del rischio (53,23%), seguito da investimenti (24,50%), valore (13,90%)  e infine sicurezza e blockhain, rispettivamente al 6,09% e 2,28%.