Economia

“Bitcoin in grado di superare ogni crisi”, come investire nelle critpovalute

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Il Bitcoin ha superato tutte le crisi che si è trovato a dover affrontare sin qui, rafforzandosi anziché indebolirsi sui mercati. Un numero crescente di player di mercato non vuole più farsi sfuggire il treno e decide di salire sul carro: solo se questi dovessero uscire di scena tutti insieme, allora ci sarebbe un collasso generalizzato.

Ma ora come ora la criptovaluta inventata dall’uomo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto resta la migliore opzione per chi voglia esporsi a un settore dalle grandi potenzialità. Lo ha detto in un’intervista concessa a Wall Street Italia Anatoliy Knyazev, esperto internazionale di criptovalute, che collabora come consulente per alcuni enti governativi per l’implementazione della tecnologia blockchain.

WSI: Sulle criptovalute e in particolare il Bitcoin, nell’ottica di un investitore retail, come si fa a essere sicuri che non si tratta di una bolla speculativa come sostengono UBS e altri (come Jamie Dimon di JP Morgan) e che altri governi non seguiranno l’esempio di Cina e Corea del Sud mettendo al bando ICO e piattaforme di trading nazionali?

ANATOLIY KNYAZEV: la sicurezza completa per un investitore non c’è mai e questo vale per tutte le tipologie di investimenti, dal mattone alla borsa. Per quanto riguarda il Bitcoin diciamo che sinora ha reagito al meglio a tutte le “crisi”. La sua quotaziona ha subito molte variazioni repentine al rialzo e al ribasso ma la tendenza generale è rimasta comunque rialzista. La ragione principale di queste grandi variazioni è legata al fatto che ancora gran parte dei potenziali utenti/investitori ha un limitato accesso a questo mercato e quindi man mano che nuovi players entrano nel mercato ne fanno aumentare la quotazione.

Potrebbe verificarsi un caso di collasso persistente del Bitcoin solo se la maggior parte degli attuali players lasciasse il mercato e non ve ne fossero di nuovi. Finora, le azioni dei governi contro il Bitcoin non hanno portato al collasso del mercato, anzi, sia il rifiuto della SEC di registrare l’ETF dei fratelli Winklevoss sia i divieti della Cina hanno causato solo temporanei cadute del prezzo, seguite da una crescita ancora più forte. Le azioni dei governi e delle autorità finanziarie hanno solo rafforzato la fiducia degli investitori nel Bitcoin.

WSI: Conviene investire direttamente in Bitcoin e simili oppure piuttosto nella tecnologia Blockchain? Per non rimanere “bruciati”, su quali prodotti conviene puntare e con quali strumenti?

AK: Mentre il Bitcoin sta guadagnando popolarità, sono apparse numerose nuove criptovalute (altcoins), ma sinceramente non ho visto grandi miglioramenti tecnologici in confronto al Bitcoin. I primi altcoins che hanno suscitato il mio interesse sono stati Ethereum e Monero, i loro creatori hanno fatto cose tecnologicamente “fresche”. Credo che valga ancora la pena investire in Bitcoin e tenere d’occhio le principali altcoins.

Per rispondere alla seconda domanda, da quest’anno Exante offre ai suoi investitori XAI Index Fund, un fondo il cui prezzo segue i corsi Ethereum, Ethereum Classic, Monero, Ripple, ZCash, Litecoin; non tutte le altcoins sono tecnologicamente avanzate, ma queste sono le prime dieci valute per capitalizzazione. Io personalmente ho investito in questo fondo.

WSI: Quali sono le reali potenzialitĂ  del fenomeno: le criptovalute sostituiranno un giorno il meccanismo con il quale le banche centrali e il sistema degli stati nazione funzionano oggigiorno e da cui deriva il loro potere?

AK: Il premio Nobel Friedrich von Hayek sognava un sistema di “monete private concorrenti”, ritenendolo più orientato al mercato rispetto al sistema delle valute nazionali. Oggi esistono già molte criptovalute ed esse sono vero “denaro privato”, ma il loro problema principale è l’alta volatilità, che attira gli investitori, ma ne ostacola l’uso come mezzo di pagamento.

Oggi, in diverse parti del mondo ci sono team di specialisti, tra cui quello della piattaforma Stasis in cui investe Exante, che stanno lavorando per creare criptovalute stabili legate agli assets tradizionali o a portafoglio di assets: monete nazionali, metalli, petrolio, altri beni. Negli anni a venire mi aspetto l’ingresso nel mercato di un gruppo di criptovalute che possano essere valide alternative alle valute nazionali, non più sottoposte ad una così alta volatilità tipica delle criptovalute attuali. Riguardo a come i governi risponderanno a queste innovazioni nel tentativo di preservare il vecchio sistema è un problema più complesso.