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Bitcoin, dove andranno le quotazioni dopo il recente rally del 50%

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Complice il clima vacanziero e un flusso di notizie positivo, le quotazioni Bitcoin sono reduci da un rialzo del 50% nelle ultime tre settimane che ha riportato le quotazioni della regina delle criptovalute in area 44.500 dollari, un valore comunque inferiore del 30% rispetto ai massimi storici toccati nello scorso mese di aprile in area 63.000 dollari.

Ma cosa succederà adesso per le quotazioni della principale criptovaluta?
Se lo chiedono in molti visto un possibile interesse (poi smentito) di Amazon per accettare pagamenti in criptovalute e la decisione di Elon Musk, il fondatore di Tesla, di ri-accettare il bitcoin come mezzo di pagamento quando la sua produzione richiederà un consumo energetico inferiore a quello attuale.

Bitcoin: dove andranno le quotazioni nelle prossime sedute?

Secondo quanto evidenziano gli analisti di eToro l’area dei 44.500 dollari rappresenta per la regina delle criptovalute un livello chiave al rialzo ed è quindi lecito attendersi un consolidamento dei prezzi. Immediatamente dopo la principale cripotovaluta guarda altre due resistenze chiave, molto vicine tra loro, in area 47.500 e 50.150 dollari.

La forza del recente rally recente impone cautela ed un pullback verso area 40.000 dollari è una possibilità molto concreta visto che il Bitcoin è tornato sulla resistenza della media mobile a 200 giorni, livello rotto al ribasso nella seduta del 20 maggio scorso.

Sul piano dei supporti, solo una discesa sotto 36.000 dollari indebolirebbe significativamente la forza del rimbalzo delle ultime settimane, riportando il Bitcoin in una lateralità di interpretazione sempre più incerta.

Bitcoin non teme regolamentazione

Visto il recente rally, il Bitcoin non sembra temere possibili vincoli derivanti dall’introduzione di precise regolamentazioni come avviene per tutte le principali asset class.
Per tenere sotto controllo un asset altamente speculativo, le autorità di vari paesi stanno proprio cercando di estendere il controllo sulle criptomonete. Nei giorni scorsi il presidente della Sec, Gary Gensler, ha sottolineato la necessità che il Congresso gli conceda poteri aggiuntivi per supervisionare un mercato delle criptovalute vasto e in continua evoluzione.

“Alcune regole relative alle criptovalute sono ben definite. Il test per determinare se una risorsa crittografica è sicura è chiaro”, ha affermato Gensler all’Aspen Security Forum. “Ci sono tuttavia alcune lacune. Per questo abbiamo bisogno di ulteriori autorità del Congresso per impedire che transazioni, prodotti e piattaforme si inseriscano tra le crepe normative. Abbiamo anche bisogno di più risorse per proteggere gli investitori in questo settore in crescita e volatile.”

La Sec o non è l’unica voler mettere dei paletti al mercato delle criptovalute. A fine giugno la Gran Bretagna e il Giappone avevano bloccato tutte le attività regolate di Binance, la piattaforma di scambio per criptovalute, mentre a maggio la Cina ha proibito prima le cripto-transazioni, poi tutte le operazioni di mining.