Bitcoin: dopo El Salvador, anche l’Ucraina potrebbe legalizzarlo

9 Settembre 2021, di Alessandra Caparello

L’Ucraina è il primo paese europeo che adotterà una legge che legalizza e regolamenta le criptovalute come il Bitcoin. Il disegno di legge è stato messo in moto nel 2020  e ora si dirige verso la scrivania del presidente Volodymyr Zelensky. Fino ad oggi, il commercio di criptovalute in Ucraina è stato in un limbo e ora il paese è il quinto in poche settimane a stabilire alcune regole di base per il mercato delle criptovalute.

Secondo il Kyiv Post, come cita la Cnbc, le autorità avevano assunto una posizione critica quando si tratta di denaro virtuale, considerata una “truffa”, facendo irruzione nelle aziende legate alla crittografia e “spesso confiscando attrezzature costose senza alcun motivo”. Ad agosto, per esempio, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha bloccato una rete di quelli che ha chiamato “scambi clandestini di criptovalute” nella capitale Kiev. L’SBU ha sostenuto che questi scambi stavano facilitando il riciclaggio di denaro fornendo l’anonimato nelle transazioni. Ora la svolta.

La nuova legge ucraina stabilisce che il Bitcoin è un asset intangibile espresso sotto forma di dati elettronici ma resterà uno strumento di investimento e non una vera e propria moneta. La legge al vaglio prevede anche alcune protezioni contro le frodi stabilendo che le aziende cripto potranno lavorare in Ucraina e soprattutto pagare le tasse nel Paese, purché dimostrino alti standard di trasparenza e paghino allo Stato 3.100 dollari per ottenere una licenza.  Se il provvedimento verrà firmato dal presidente, i beni virtuali, i portafogli digitali e le chiavi private sono termini che saranno sanciti per la prima volta dalla legge ucraina.

A differenza della mossa di El Salvador che questa settimana ha adottato il bitcoin come moneta legale, la legge dell’Ucraina non facilita il lancio del Bitcoin come forma di pagamento, né lo mette su un piano di parità con la hryvnia, la moneta nazionale del paese. Tuttavia, il voto di oggi da parte dell’ex potenza nucleare fa parte di una spinta più ampia da parte di Kiev per appoggiarsi al bitcoin.

Entro il 2022, il paese prevede di aprire il mercato delle criptovalute alle imprese e agli investitori, secondo il Kyiv Post. Gli alti funzionari statali hanno anche propagandato la loro criptovaluta agli investitori e ai fondi di venture capital nella Silicon Valley.

Ma per i sostenitori del Bitcoin come Jeremy Rubin, la nuova legge dell’Ucraina e le promesse politiche come queste non significano molto.

“Il miglioramento dello status legale dell’Ucraina per il bitcoin è una lodevole misura simbolica che progredisce verso un mondo che rispetta universalmente i diritti individuali”, ha detto Rubin, CEO di Judica. “Ma è solo simbolica”.

Da El Salvador a Cuba fino all’Ucraina è Bitcoin mania

Proprio questa settimana, El Salvador è diventato il primo paese ad adottare bitcoin come valuta legale e a tenerlo nel suo bilancio. Il presidente Nayib Bukele ha essenzialmente legato il suo destino politico al risultato di questo esperimento nazionale di bitcoin. Una svolta storica per il mercato delle valute digitali e per gli abitanti del piccolo Paese dell’America Centrale, che da ora in poi potranno utilizzare la criptovaluta come moneta reale, affiancandola al dollaro americano, la valuta ufficiale.

Il processo di adozione legale del bitcoin, è stato annunciato al pubblico lo scorso giugno. Dal mese scorso è iniziata l’installazione di bancomat Bitcoin, dove i cittadini possono convertire la criptovaluta in dollari statunitensi e ritirarla in contanti. Il Presidente Nayid Bukele ha scritto su Twitter che il governo sta installando 200 sportelli automatici per accompagnare il lancio del suo portafoglio digitale chiamato Chivo. I salvadoregni potranno scaricare il portafoglio digitale del governo, inserire il proprio numero ID e ricevere 30 dollari in Bitcoin, ha dichiarato il ministro delle finanze Alejandro Zelaya.

Due settimane fa, Cuba – governo notoriamente conservatore ancora impostato su modi tradizionali marxisti – ha approvato una legge per riconoscere e regolare le criptovalute, citando “ragioni di interesse socioeconomico”.

Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno proposto regole per i “broker” di criptovalute nella sua legge sulle infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari, e una nuova legge tedesca ora permette ai fondi precedentemente esclusi dagli investimenti in criptovalute di allocare fino al 20% alle valute virtuali come il bitcoin. Panama sembra essere il prossimo. Il paese dell’America centrale sta facendo circolare una bozza della propria legge sulle criptovalute. Insomma chiari segnali che i governi di tutto il mondo si stanno rendendo conto che il Bitcoin “è qui per restare”.