Bitcoin & Co: cresce l’interesse da parte dei consulenti finanziari Usa

15 Gennaio 2021, di Alessandra Caparello

Il Bitcoin piace anche ai consulenti finanziari. Secondo il “Bitwise/ETF Trends 2021 Benchmark Survey”, nel 2020 il 9,4% dei consulenti finanziari ha investito in criptovalute, una crescita del 49% rispetto all’anno precedente.

Al sondaggio hanno partecipato 994 consulenti, più del doppio rispetto ai 415 dell’anno prima. I consulenti d’investimento indipendenti costituiscono il 45% degli intervistati, seguiti da broker-dealer indipendenti (25%), pianificatori finanziari (19%) e wirehouse rep (11%).

Bitcoin e consulenti finanziari: il sondaggio

La percentuale di consulenti finanziari Usa che riferiscono di aver assegnato criptovalute nei conti dei clienti è aumentato di oltre il 50% l’anno scorso, dal  6,3% al 9,4%. Il 78% dei consulenti intervistati che hanno allocazioni in moneta digitale nei portafogli dei clienti, intendono aumentarle nei prossimi 12 mesi. Tra coloro attualmente senza allocazioni in criptomonete invece, il 17% ha affermato che nel 2021 otterrà “sicuramente” o “probabilmente” un’esposizione.

Ma perché i consulenti stanno comprando criptovalute? Le ragioni sono molte e la prima fra tutte è la potenziale protezione da parte del Bitcoin e soci contro l’inflazione. Come indicato da Bitwise difatti, il 25% dei consulenti ha citato la copertura dall’inflazione come una delle caratteristiche più attraenti dell’asset class, una percentuale ben maggiore del 9% segnalato l’anno precedente. Il 38% dei consulenti inoltre ha evidenziato “alti rendimenti potenziali” come caratteristica interessante della criptovaluta, in aumento rispetto al 30%.

Altri potenziali motivi di attrazione sono la bassa correlazione delle criptovalute con gli altri asset, stabile al 54%; la percentuale di consulenti che riferisce che “i clienti chiedono Bitcoin” è passata dal 26% al 27%, mentre la percentuale di coloro che segnalano come la criptovalute siano “qualcosa di nuovo da offrire ai clienti” è passata dal 23% al 28%.

Da segnalare però che non tutti i consulenti hanno trovato cose positive da evidenziare. Il 7% di tutti i consulenti intervistati (71 su 994 partecipanti) non ha selezionato nessuna delle cinque caratteristiche interessanti proposte e molti hanno affermato che non c’è “nulla” di attraente nei criptoasset, altri li indicano come asset “falsi” e altri ancora come “troppi rischiosi” per i loro clienti.