BIPOP-BANCAROMA, TUTTO SULLA FUSIONE

28 Gennaio 2002, di Redazione Wall Street Italia

A Piazza Affari tiene banco la vicenda della fusione tra Banca di Roma e Bipop Carire.

In questo momento il titolo della banca capitolina fa segnare un rialzo del 3,31% a €2,625, con oltre 13 milioni di titoli scambiati.

Bipop Carire invece viene scambiato a €1,765 (+1,38%). Sull’andamento del titolo pesano le dichiarazioni bellicose del comitato soci di Bipop, che ha espresso “il proprio dissenso nei confronti del piano di integrazione”, dichiarandosi “preoccupato” per il futuro degli azionisti e della società bresciana.

Nel frattempo si è saputo che l’istituto bresciano ha in mente di effettuare un write-off, cioè di “eliminare dai libri contabili le attività aziendali che hanno perso totalmente valore e prestiti divenuti inesigibili”. Lo riporta il Financial Times: secondo il quotidiano finanziario londinese il write off “serve a facilitare le trattative in esclusiva di fusione con la Banca di Roma. In particolare – scrive Ft, citando fonti vicino alle parti – il write off riguarderebbe due acquisizioni francesi fatte due anni fa per un costo totale di €128 milioni e svalutare più di metà dei €170 milioni di prestito alla holding finanziaria Garfin.

Il progetto di fusione, secondo alcune indiscrezioni, prevede la creazione di due unità: la Holding BdR, che assorbirà il capitale sociale di Banca di Roma, Bipop Carire e Banco di Sicilia, e una Consumer bank, che gestirà tutte le attività di risparmio gestito e internet banking del gruppo.

Gli analisti sono concordi nel ritenere che, sebbene i rapporti di concambio non siano ancora stati definiti, sarà l’istituto capitolino a trarre maggiore giovamento dalla fusione.

Secondo gli analisti di Banca Akros. “Banca di Roma, una volta confermato il non obbligo di OPA su Bipop post operazione (in base all’art 49 del regolamento della Consob in caso di superamento della soglia del 30% delle azioni possedute), risulterà il principale azionista della nuova Bipop. Il giudizio dell’operazione è positivo per la banca romana, che si rafforza al Nord acquisendo oltre 290 sportelli ed una corposa rete di promotori (oltre 2.000)”.

Uno dei rischi potrebbe essere la possibile emorragia di promotori Bipop, ma secondo Banca Akros “il rischio è limitato, in quanto Banca di Roma diverrebbe solo un azionista di riferimento della nuova Bipop e la rete potrebbe contare su un più ampia gamma di prodotti (ai fondi Bipop si aggiungerebbero Romagest e Roma Vita) e soprattutto di clientela, con relative economie di scale.

Banca Akros ricorda anche che “in seguito all’operazione, il rischio della scadenza del lock up sui titoli Bipop (circa 60 milioni di azioni) per fine mese potrebbe ridimensionarsi ulteriormente”.

“Tra l’altro – sottolineano ancora gli analisti – il 50% dei titoli è stato sottoscritto da Garfin, per cui appare improbabile la vendita a questi prezzi”.

Sul fronte dei giudizi da parte delle banche d’affari segnaliamo il “sell” su Bipop da parte di Metzler Capital Market, che giudica “Hold”, cioè tenere, il titolo Banca di Roma.