Bernie Sanders contro Exxon e la grande menzogna durata decenni

21 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Bernie Sanders, il candidato alle primarie democratiche per l’Election Day del 2016 che sta dando filo da torcere a Hillary Clinton, ha chiesto che il dipartimento di Giustizia lanci un’indagine su ExxonMobil. In una lettera inviata al Procuratore generale Loretta Lynch, Sanders ha accusato il colosso petrolifero di nascondere intenzionalmente i rischi dei suoi prodotti, ingannando i consumatori sulla realtà dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo.

“Sembra che Exxon fosse a conoscenza del fatto che stava provocando danni all’ambiente, e che abbia speso milioni di dollari per offuscare i fatti – ha scritto Sanders nella missiva – L’informazione che è venuta alla luce riguardo alle attività compiute da Exxon in passato solleva preoccupazioni potenzialmente gravi”.

Sanders fa riferimento all’articolo di Inside Climate News che riporta come, nel lontano luglio del 1977, in occasione di una riunione che si tenne nel quartiere generale del colosso, James F. Black, scienziato senior dipendente dell’azienda, lanciò un allarme, affermando che il biossido di carbonio – anidride carbonica – proveniente dall’utilizzo dei combustibili fossili da parte del mondo avrebbe danneggiato il pianeta, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza dell’uomo.

“In primo luogo, la comunità scientifica concorda sul fatto che il modo più probabile attraverso cui l’essere umano sta influenzando il clima globale sia attraverso il biossido di carbonio, che viene rilasciato attraverso la combustione dei combustibili fossili”, disse Black ai vertici di Exxon, stando a una sua versione scritta. Un anno più tardi, Black – esperto senior presso la divisione di Ricerca e Ingegneria di Exxon – presentò una versione aggiornata dei risultati dei suoi studi a una platea più ampia. In quell’occasione, avvertì sia gli scienziati che i manager di Exxon Mobil del fatto che alcuni ricercatori indipendenti avevano stimato che una concentrazione doppia di anidride carbonica nell’atmosfera si sarebbe tradotta in media in un aumento delle temperature globali di 2-3 gradi Celsius (tra 4-5 gradi Fahrenheit), e fino a 10 gradi Celsius (18 gradi Fahrenheit) ai poli. In alcune regioni, le precipitazioni di pioggia sarebbero diventate più pesanti, mentre altre aree si sarebbero desertificate.

“Alcuni paesi ne avrebbero beneficiato, ma altri avrebbero visto i loro raccolti ridotti o distrutti”, disse Black, stando a quanto si legge nel sommario scritto del discorso che fece nel 1978. Exxon rispose, all’inizio, in modo molto pronto. Nel giro di pochi mesi la società lanciò una ricerca straordinaria sul biossido di carbomio dei combustibili fossili e sul suo impatto sulla terra. Tuttavia gli studi e le ricerche vennero bruscamente tagliati alla fine degli anni ‘Ottanta e negli anni che seguirono, anzi decenni, Exxon Mobile lavorò negando gli allarmi sul clima, impegnandosi in attività di lobby per bloccare i controlli sulle emissioni di gas, lanciati sia su base federale che a livello mondiale.

Tutto ciò è stato portato alla luce con una indagine avviata dalla stessa società InsideClimate News, durata otto mesi. I giornalisti di ICN hanno intervistato gli ex dipendenti, scienziati di Exxon, oltre a funzionari federali; hanno poi consultato e approfondito il contenuto di centinata di pagine di documenti interni di Exxon, molte delle quali scritte tra il 1977 e il 1986, proprio all’apice dell’attività di ricerca di Exxon Mobil sulla presenza di biossido di carbonio sull’atmosfera e negli oceani.

Una cifra di un valore superiore a $1 milione, nell’arco di tre anni, alla fine degli anni ’70, venne investita in un progetto, teso a misurare la presenza di CO2 negli oceani. Cruciale la risposta che gli scienziati volevano ottenere attraverso le misurazioni: quanto velocemente gli oceani avrebbero potuto assorbire il biossido di carbonio presente nell’atmosfera?”

Le ricerche furono raccolte all’interno di un manuale sul diossido di carbonio e sui camniamenti climatici, che venne preparato dall’ufficio responsabile degli Affari sull’ambiente. Ma sul manuale venne scritto “Da non distribuire all’esterno”. Exxon Mobil riconosceva, nonostante diverse incognite, che il surriscaldamento globale avrebbe “richiesto di avviare importanti riduzioni nella combustione dei combustibili fossili”. In assenza di tali tagli, “ci saranno eventi potenzialmente catastrofici da considerare”. E “gli effetti potrebbero non essere reversibili”.