Bernanke: chiacchiere e distintivo

27 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

“Insolitamente incerto”. Sono bastate queste due semplici parole pronunciate da Ben Bernanke lo scorso 21 luglio di fronte al Congresso a gettare nello sconforto tutti, investitori in primis. Se e’ il governatore della Banca Centrale americana a dire che l’outlook dell’economia Usa e’ poco convincente, forse c’e’ da credergli. Il mercato, almeno quel giorno, lo ha fatto. Ma forse varrebbe la pena fare mente locale e agire da contrarian.

Perche’? Semplice: seduto nella poltrona da numero uno della Fed, Bernanke sembra aver predicato bene, ma poi razzolato male. Nel 2005 aveva tentato di placare gli animi di analisti ed economisti preoccupati del gonfiarsi della bolla immobiliare. Come? Dicendo che, quella della bolla, era una “possibilita’ alquanto improbabile”. Nel 2007, con l’esplosione della bolla e il collasso del mercato dei mutui subprime, Bernanke riferi’ di “non aspettarsi un significativo contagio dal settore subprime al resto dell’economia”. E’ ben noto a tutti quello che e’ successo poi.

Due anni dopo, affrontata la peggiore recessione dagli anni ’30, la Fed si e’ fatta sempre piu’ ottimista, complici le spese ingenti da parte del governo, gli sforzi di salvataggio delle banche e gli stimoli all’economia.

Lo scorso marzo dalla Fed sono emerse indicazioni di “un’attivita’ economica in continuo rafforzamento, con il mercato del lavoro in via di stabilizzazione. Le spese da parte dei possessori di case si stanno risollevando a un tasso moderato… quelle da parte delle societa’ sono cresciute in maniera significativa… Sebbene il passo della ripresa economica sembra destinato ad esser moderato ancora per un po’, la Fed intravede un ritorno graduale a piu’ alti livelli di utilizzo delle risorse in un contesto di stabilita’ dei prezzi”.

La Banca Centrale si e’ sentita cosi’ sicura della sostenibilita’ della ripresa in atto che ha deciso di sospendere l’acquisto di strumenti derivati legati ai mutui (mortgage-backed securities), aggiungendo di voler presto prosciugare tutta la liquidita’ riversata nel sistema finanziario.

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Il mese successivo il mercato azionario e’ stato protagonista di una correzione. Tra maggio e giugno e’ arrivata una serie di report negativi sullo stato di salute dell’economia. Non a caso la Fed si e’ fatta piu’ cauta, arrivando a tagliare le stime di crescita degli Usa e parlando appunto di un outlook “insolitamente incerto”. Bernanke ha tentato di rassicurare: la Fed fara’ tutto il possibile nel caso in cui I segnali di una recessione dovessero ripresentarsi.

Peccato che, come ha fatto notare Robert Brusca, capo economista di FAO Economics, le cartucce a sua disposizione siano ormai finite. “Credo stia solo cercando di placare gli animi delle persone. Il punto non e’ se si hanno davvero le munizioni giuste, ma far credere alla gente che le si ha a disposizione”, ha dichiarato l’analista alla Cnbc citando una scena del film poliziesco “L’Ispettore Callaghan: il caso Scorpio e’ tuo” con Clint Eastwood come protagonista. “Sono piuttosto scettico. Non credo affatto che la munizioni a disposizione della Fed siano ad alto calibro”.

E se si prendessero le parole di Bernanke utilizzandole in modo contrarian? Fino ad ora un simile approccio avrebbe funzionato.