BERLUSCONI CONTRO L’EUROPA

14 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

“Troppi lacci, sembra Gulliver”
Il premier a Bruxelles davanti agli industriali dell’Ue: “L’Unione fa poco per lo sviluppo. C’è un eccesso di regole per le imprese”

L’Unione europa è “un Gulliver pieno di lacci”, che soffoca con la sua “eccessiva” regolamentazione le imprese e “non fa abbastanza per lo sviluppo”. Dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in questi mesi è presidente di turno dell’Ue, arriva una bordata dietro l’altra contro l’Europa.

Nel dettaglio. Per il premier, che parla a un convegno della Confindustria europea, il mondo delle imprese ha difficoltà a operare in modo competitivo perché “è “assediato da una eccessiva iper-regolamentazione che la produce la Ue”. Che è appunto un “Gulliver pieno di lacci”.

Sono gli stessi argomenti che poco prima aveva usato, nella stessa sede, il leader della Confindustria italiana Antonio D’Amato, secondo il quale “il patto di stabilità sta diventando una gabbia di iper-regolamentazione e alte tasse che non protegge i suoi beni ma al contrario li minaccia”.

Ma non è finita. “Cosa fa l’Unione – si chiede Berlusconi – per aiutare l’economia che si trova in una situazione difficile” ed è “in una tenaglia che può portarci verso una decadenza”? Ben poco è la risposta, anzi, “l’Ue non fa nulla per rilanciare lo sviluppo e la competitività”.

Ce n’è anche per l’euro. “Abbiamo patito l’introduzione della moneta unica – dice Berlusconi – che è stata una cosa importante, ma ha provocato certamente una caduta della domanda”.

Infine, l’Italia. “Una buona notizia” è per il capo del governo la crescita del Prodotto interno lordo nel terzo trimestre, che secondo i dati forniti oggi dall’Istat è cresciuto dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. E altre buone notizie arrivano – secondo il premier – dai posti di lavoro. “Abbiamo fatto una riforma del mercato del lavoro – dice – che ci è costata l’assassinio di un consulente del governo, e ci sono esiti importanti”. Per il Cavaliere, infatti, la riforma Biuagi (che è entrata in vigore solo pochi giorni fa) ha prodotto 700.000 posti di lavoro.

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