BEAR MARKET, UN’ OPPORTUNITA’?

10 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

I ribassi dei principali mercati azionari mondiali degli ultimi 12 mesi hanno scottato molti, tanto che le banche accusano forti cali di investimenti da parte dei risparmiatori in fondi d’investimento e azioni.

Ma se state pensando di tornare ai buoni del tesoro, ripensateci: per gli investitori a lungo termine – almeno cinque anni – un portafoglio diversificato di azioni in società solide ha sempre reso più dei bot.

Non solo. Storicamente i bear markets, i cosiddetti mercati orso – quando un indice va giù del 20% – rimbalzano, tornando ai massimi da cui sono scesi entro 16 mesi.

Dalla seconda guerra mondiale, Wall Street ha avuto 11 mercati orso, incluso quello attuale: l’indice S&P è calato da 1,527 il 24 Marzo 2000 a 1,103 il 4 Aprile 2001, un crollo del 28% in poco più di 12 mesi. Gli ultimi 10 mercati orso sono calati tra il 20% e il 36% e ci hanno messo in media 16 mesi a rimbalzare ai massimi che si sono lasciati alle spalle.

Un mercato orso può essere un buon momento di comprare azioni, non di starsene alla finestra o, peggio, vendere. Uno studio recente di InvesTech Research indica che, in media, un mercato orso rimbalza del 28% in 6 mesi e del 46% in 12 mesi.

Chi investe a breve termine è sempre soggetto alla volatilità dei mercati causata da sorprese come una grossa società che fallisce, la Federal Reserve che taglia i tassi o un profit warning di un colosso come Cisco. Però, più a lungo termine si investe, minore e’ la volatilità. Per esempio, l’indice S&P è calato in 21 dei suoi 75 anni tra il 1926 e il 2000. Ma è calato solo in due dei 64 archi temporali di dieci anni ciascuno tra il 1926 e il 2000 (dal ’26 al ’35, dal ’27 al ’36 e così via fino al ’91-2000).

E se si prendono in considerazione archi di tempo di 20 anni ciascuno, dal 1926 ad oggi, un portafoglio azionario che riflette la composizione dell’indice S&P ha guadagnato sempre di più di un portafoglio composto da buoni del tesoro o prestiti obbligazionari di società.

Quindi, gli investitori possono trovare un minimo di consolazione dal fatto che storicamente il mercato è sempre rimbalzato e che comunque è meglio investire in azioni che buoni del tesoro.
Questo purché il portafoglio sia diversificato. Se non si dispone di denaro sufficiente per comprare abbastanza azioni da diversificare il portafoglio, si possono comprare delle quote in fondi d’investimento diversificati.