Bce verso il bis: nuova stretta dei tassi da 75 punti base

27 Ottobre 2022, di Mariangela Tessa

La Bce è pronta a rivedere al rialzo il costo del denaro. Lo farà nella riunione di oggi,  aumentando il costo del denaro di 75 punti base, una mossa analoga a quella adottata nel meeting di settembre, in modo da portare il tasso di interesse della banca al 2% e quello dei depositi all’1,50%. Una mossa giustificata dalla volontà di contestare l’inflazione, che resta ancora troppo elevata (a settembre i prezzi sono saliti del 9,9%).

Queste le attese del mercato, condivise da François Rimeu, senior strategist di La Française AM, secondo cui la presidente della Bce Christine Lagarde confermerà l’approccio meeting-by-meeting per calibrare i tassi di interesse. Secondo Rimeu:

 “La Bce continuerà ad avere un atteggiamento da falco/aggressivo per mantenere la credibilità e riportare l’inflazione all’obiettivo di medio termine del 2%. Anche se gli annunci del Consiglio direttivo di ottobre non saranno una sorpresa, riteniamo che questa riunione possa spingere i differenziali di rendimento dei titoli sovrani dell’Unione economica e monetaria europea (UEM) ad allargarsi”.

Al di là dei tassi, novità sono attese anche sul fronte della remunerazione della liquidità in eccesso (operazioni di finanziamento mirate a lungo termine, Tltro, reverse tiering) per incoraggiare le banche a rimborsare in anticipo i prestiti Tltro. Durante la conferenza stampa a conclusione della riunione, non mancheranno domande sull’avvio del quantitative tightening.

Stando alle previsioni di La Française AM, la banca centrale europea comunicherà l’intenzione  di avviare il quantitative tightening (QT) sul programma di acquisto di asset (APP) quando il tasso di deposito si sposterà in territorio neutrale:

“Prevediamo che nella riunione di dicembre la Bce annuncerà ufficialmente il suo piano di riduzione dei titoli APP, che dovrebbe iniziare nel primo trimestre del 2023. Il QT sarà un processo graduale e passivo, che non comporterà la vendita attiva di obbligazioni”.

Anche per Morgan Stanley, l’istituto di Francoforte, data la previsione della banca di un’inflazione di fondo persistente e più elevata fino alla fine dell’anno, si aspettano che la Bce aumenti i tassi di 75 punti base in ottobre e di 50 punti base in dicembre. Gli esperti della banca americana prevedono inoltre che sarà affrontata la questione dei Tltro troppo favorevoli e che modifichi la forward guidance sui reinvestimenti dell’APP, accennando a cambiamenti nel prossimo futuro. Analoghe le stime di Pimco:

“Le pressioni inflazionistiche rimangono elevate e il Consiglio direttivo mira a portare rapidamente i tassi di riferimento in territorio neutrale. Riteniamo che la Bce aumenterà i tassi di riferimento di altri 75 punti base nella riunione di ottobre. Ci aspettiamo un ulteriore rialzo di 50 punti base a dicembre, che porterebbe il tasso di riferimento al 2% e verso la fascia alta della maggior parte delle stime di una configurazione neutrale dei tassi di riferimento per l’area euro. Riteniamo che il Consiglio direttivo chiarirà che un’impostazione neutrale della politica potrebbe non essere appropriata in tutte le condizioni e ci aspettiamo una transizione verso incrementi di 25 punti base l’anno prossimo, quando il ciclo di rialzo passerà dalla normalizzazione all’inasprimento della politica”.