Bce: rivoluzione dietro l’angolo, potrebbe abbandonare neutralità a favore dei green bond

20 Gennaio 2021, di Mariangela Tessa

Bce: rivoluzione dietro l’angolo, potrebbe abbandonare la sua neutralità a favore delle obbligazioni green

La Banca centrale europea potrebbe abbandonare la sua tradizionale neutralità per diventare un pioniere nella lotta al cambiamento climatico.

È questa l’opinione di un gruppo di 33 economisti sentiti dal Financial Times, secondo i quali l’istituto di Francoforte ridurrà l’acquisto di obbligazioni emesse da società di combustibili fossili e altri emettitori di carbonio pesante a favore di società green.

La regia di questa rivoluzione è dell’attuale governatore, Christine Lagarde, che si è impegnata ad accelerare gli sforzi nella lotta al climate change, riconoscendo questa nuova impostazione come fondamentale nella revisione strategica dei compiti e degli strumenti della BCE, che dovrebbe essere completata per la seconda metà del 2021.

Tornando al sondaggio, due terzi dei 33 economisti intervistati dall’ FT ritengono che la revisione porterà ad un abbandono del tradizionale principio di neutralità (market neutrality) di lunga data,  secondo il quale l’istituto di Fancoforte  deve acquistare obbligazioni in proporzione al mercato complessivo.

Bce non è sola, cosa stanno facendo le altre banche centrali

La BCE non è tuttavia la sola ad intraprendere questo cammino. Anche altre grandi banche centrali sono al lavoro sulle strategie da mettere in atto per affrontare il cambiamento climatico. La Bank of England prevede di condurre uno stress test climatico nel settore bancario britannico nel giugno 2021.

La banca centrale della Svezia, invece, ha rimosso dalle proprie riserve di valuta estera le obbligazioni emesse da alcune regioni dell’Australia e del Canada a causa dei livelli molto alti di emissioni di carbonio. La Federal Reserve si è recentemente unito al Financial System Greening Network, un consorzio di 75 banche centrali istituito per sostenere gli obiettivi climatici di Parigi.

Tutti questi sono segnali evidenti che la questione ambientale è entrata nell’agenda di tutte le principali banche centrali. Tuttavia, finora, nessuna tra i maggiori istituti di politica monetari  ha finora non applicano standard chiari sui cambiamenti climatici agli acquisti di obbligazioni. Ed è qui la novità. Lagarde sembra, a detta degli esperti sentiti dal quotidiano inglese, essere favorevole ad una mossa simile, che nei fatti andrebbe a distinguere gli emettitori “verdi”.