Bce “di fronte a prossima recessione ha le armi spuntate”

26 Febbraio 2019, di Alberto Battaglia

“In termini di normalizzazione, la Bce ha chiaramente perso l’opportunità di ridurre il proprio sostegno in tempo utile per prepararsi alla prossima recessione economica. Prolungando il suo programma di Qe e portando avanti tassi di interesse negativi per troppo tempo, la banca centrale si è ritagliata in un angolo”: è quanto afferma Claudio Grass, ambassador del MisesInstitute e consulente finanziario specializzato in metalli preziosi.

La notizia che la Bce potrebbe riprendere, a poche settimane dalla sua sospensione, il piano di acquisti aggiuntivi di titoli (Qe) è del resto il segno distensivo che il mercato si aspetta, dato il peggioramento delle prospettive economiche per l’Eurozona.

Secondo Grass, la Bce, avendo proceduto in ritardo con allentamento monetario, si ritroverebbe ora a fronteggiare la prossima crisi con buona parte delle armi già spuntate. In particolare, i tassi d’interesse restano bloccati da tempo in territorio negativo. La Fed, invece, avendo di fronte un’economia Usa più dinamica nella ripresa post-2008, ha potuto recuperare parte del suo spazio di manovra.

“Mentre la sua controparte americana è stata molto più veloce a invertire la rotta, con i rialzi dei tassi e la riduzione del bilancio dopo un decennio di soldi iniettati nel sistema, la Bce è in grave svantaggio a causa della sua la cronica riluttanza e della paura di scatenare una crisi nei mercati”, ha scritto Gross, “l’inadeguatezza della banca centrale diventerà presto molto evidente, non appena inizierà la prossima recessione”.

Mentre l’economia europea mostra segnali di avvertimento sempre più chiari, conclude l’osservatore, “si moltiplicano i dubbi sull’efficacia delle misure della Bce e sulla sua capacità di sostenere l’economia, qualora dovesse verificarsi un’altra crisi”.