BCE: NUTRIRE IL CIGNO NERO, OPPURE?

23 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia
Marco Saba, esperto economista fuori del sistema, nuovo collaboratore di WSI, e’ anche il curatore del blog L’economistaMascherato. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Intervenendo via satellite da Washington al convegno milanese “I figli del cigno nero”, organizzato dall’Associazione Nazionale Risk Manager, il rappresentante per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale Arrigo Sadun ha detto:

“Occorre affrontare i problemi strutturali che da tempo pesano sull’economia italiana e questi due problemi principali sono il basso tasso di produttività, che si traduce in crescita modesta, e l’alto indebitamento pubblico. Anziché nuovi interventi straordinari peraltro difficili visto lo stato dei conti, occorre pensare da subito a come affrontare questi problemi nodali” (1).

Che cos’è un Cigno nero? Secondo Nassim Nicholas Taleb (2) è un evento isolato e inaspettato, che ha un impatto enorme, e che solo a posteriori può essere spiegato e reso prevedibile. Secondo Taleb, nella vita individuale e privata, come in quella sociale e pubblica, noi agiamo come se fossimo in grado di prevedere gli eventi, da quelli sentimentali a quelli storici, a quelli naturali. Pensiamo ad esempio alla professione che abbiamo scelto, all’incontro con la nostra compagna o compagno, alla scelta di vivere all’estero, ad un improvviso arricchimento o impoverimento: quante di queste cose sono avvenute secondo i piani?

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Ora questo ragionamento va bene per l’uomo della strada – quando si parla di gravi crisi economiche – vale un po’ meno se si pensa che i principali avvenimenti “inaspettati” dell’ultimo secolo seguono una logica abbastanza programmata da quei filantropi che si occupano incessantemente di disegnare il nostro destino da parco buoi (3). Il fatto che lo facciano di nascosto – come la riunione a Jeckill Island per pianificare la Federal Reserve del 22 novembre 1910 (4) (5) – non toglie che una determinata macroprogrammazione non è certo dovuta al caso. Quello che voglio dire è che questa crisi è una somma di tanti comportamenti scorretti da parte di entità finanziarie, i cui effetti negativi si cumulano col tempo. La crisi appare evidente quando la gente se ne accorge.

Così come in effetti i cigni neri non sono affatto degli eventi così eccezionali, allo stesso modo le crisi ricorrenti di un sistema fondato sulla rapina legalizzata non sono affatto casuali. Se ad esempio con Basilea Due aumenti il coefficiente di riserva frazionaria, è evidente – agli addetti ai lavori – che ci sarà una contrazione nei prestiti dovuta alla necessità di rientro degli istituti di credito. E non serve a niente prestargli dei soldi – come fanno le banche centrali – perché il buco aumenta sempre, visto che sono MOLTO POCHI i soldi immessi nel circuito SENZA debito ed interessi. Le banche cioè creano i soldi del capitale prestato ma troppo pochi soldi per ripagare gli interessi.

Per essere chiari: se a fine anno nell’aggregato dovrà essere ripagata la massa monetaria creata come prestito più il 20% di interessi, da dove arriva questo 20% ? Bene, può arrivare solo da: (A) monete metalliche emesse dagli stati, (B) monete false immesse in circolazione, (C) operazioni di acquisto diretto (mercato aperto) da parte delle banche, (D) monete complementari o locali immesse in circolazione senza obbligo di riserva e convertibilità. Se – e solo se – la somma dei punti A, B, C e D riesce a coprire gli interessi richiesti, si può parlare di solvibilità tecnica del sistema. Ma solo se questa liquidità arriva nelle tasche dei debitori allora si potrà parlare di solvibilità in senso pratico. E’ evidente che i punti B e C rappresentano delle emissioni illegali o quantomeno discutibili (6). Quanto al punto A, occorre dire che in area Euro lo stato può emettere monete metalliche solo in misura precedentemente stabilita ed autorizzata dalla BCE (mantenendo una minima sovranità monetaria di facciata, da parata, diciamo) (7), mentre il punto D rappresenta un fenomeno monetariamente insignificante e trascurabile allo stato attuale (8).

Il punto C è discutibile perché quando le banche spendono pro se direttamente il denaro creato ad arte, si appropriano di ricchezza reale della comunità senza contropartita (il valore del denaro conferito essendo una derivata della stupidità collettiva). Ma è anche il punto che potrebbe essere direttamente gestito dalla Banca Centrale per il benessere economico della collettività. Invece che nutrire il cigno nero, prestando o conferendo nuova liquidità alle banche, la Banca Centrale potrebbe effettuare operazioni di mercato aperto a favore di una società-veicolo (una controparte) che in cambio le fornisse la cartolarizzazione dei diritti sovrani monetari della cittadinanza. In cambio la società distribuirebbe il frutto di questi diritti alla cittadinanza stessa, remunerando così la perdita di sovranità. Allo stato attuale, se la banca centrale ridistribuisse tuta la rendita monetaria effettiva, si potrebbe garantire un reddito di cittadinanza mensile di 1.350 euro per ognuno dei 57 milioni di italiani (9), SENZA toccare il debito pubblico – proprio come chiede il Sadun del FMI – e SENZA necessità di nuove tasse. Volendo limitare al massimo questa cifra a – diciamo – 10.000 euro una tantum (meglio sarebbe annuali), l’iniezione di liquidità dal basso – senza debito – farebbe certamente ripartire l’economia.

Il problema a questo punto è solo psicologico: come convincere i banchieri centrali che qualcosa devono pur restituirla, prima o poi? La moral suasion potrebbe essere questa: o vi date una mossa o facciamo esplodere lo scandalo della falsa contabilizzazione della rendita monetaria, spacciata come perdita, nei vostri bilanci e vi processiamo (10). Dopodiché la nazionalizzazione totale del sistema bancario sarebbe davvero a un passo…
Noi non ci arrenderemo mai, loro neppure. Ma… gli conviene?

Note:

1) Non confondete rimbalzo e ripresa – di Alessandra Mieli, Opinione.it, 12 Novembre 2009
http://www.opinione.it/articolo.php?arg=3&art=87138

2) Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita – di Taleb Nassim, Il Saggiatore, 2008
http://www.ibs.it/code/9788842814788/taleb-nassim-n-/cigno-nero-come.html

3) Per una trattazione esaustiva del “sistema dei filantropi”, vedere:
Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time’ – by Carroll Quigley, G.S.G. & Associates, 1975

4) The Creature from Jekyll Island: A Second Look at the Federal Reserve – G. Edward Griffin, Amer Media, 2002

5) Sarà un ennesimo caso casuale ma J.F.Kennedy – il presidente USA dell’Ordine Esecutivo 11110, venne assassinato, nel 1963, proprio il 22 novembre. (vedi il mio “Bankenstein”, ed. Nexus, 2006)

6) Anche se in passato matrici di banconote sono state trovate impropriamente in ambienti legati ai servizi segreti dei vari paesi…

7) L’emissione di moneta metallica non arriva all’1% del valore nominale della massa monetaria più o meno circolante.

8) Le due monete “complementari” più diffuse in Europa, il Regio tedesco ed il WIR svizzero, mantengono riserve al 100% in moneta a corso legale (euro e franco svizzero), rivelandosi così completamente inutili a risolvere il problema sollevato dal presente articolo.

9) Ho calcolato in 1,3 milioni di euro a testa la quota parte di rendita monetaria effettiva (debito pubblico x 50, diviso 57 milioni). Calcolando 80 anni di vita media e dividendo per i mesi, si ottiene 1.340 euro di reddito di cittadinanza, dalla culla alla tomba.

10) Che tipo di processo ? Dipenderà dall’entità del superamento della soglia di dolore economico che la società si troverà a dover affrontare… Il tempo – in questo senso – non gioca certo a favore. Nel migliore dei casi, una Star Chamber.
http://en.wikipedia.org/wiki/Star_Chamber