Npl: Tajani attacca Draghi e blinda banche italiane

10 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

FRANCOFORTE (WSI) – Dopo la proposta sui nuovi crediti deteriorati, la Bce prepara una nuova stretta, stretta questa volta sui crediti esistenti. Secondo gli ultimi rumor che arrivano da Francoforte, l’istituto centrale guidato da Mario Draghi sarebbe intenzionato ad occuparsi  anche dello stock esistente.

A esprimere criticità in merito alle nuove norme sugli Npl delle banche il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani che nel corso di una lectio magistralis nella sede dell’Abi ha sottolineato come le nuove norme dovrebbero tener conto della necessaria flessibilità, del valore delle garanzie, e degli sforzi già in essere delle banche. In parole povere la burocrazia non deve sostituirsi alla politica.

“La necessaria riduzione degli Npl deve avvenire in modo equilibrato per non acuire le difficoltà delle banche e per non risultare dannose alla crescita delle imprese e dell’economia (…) Il parlamento europeo non può accettare che siano alcuni burocrati a sostituirsi alle scelte di competenza del parlamento”.

Il discorso di Tajani poi si è soffermato su temi di attualità legati ai rapporti tra stati nazionali e Unione Europea.

“Senza valori nessuna casa può essere costruita, nemmeno quella europea (…) la nostra storia è una leggenda e sta tutta nella dualità tra libertà e oppressione. La leggenda di Creta, del Minotauro, di Ulisse, proseguita poi con i romani e con la cristianità, passando infine dal rinascimento e dall’apertura dei mercati (…) L’Ue si trova di fronte a un bivio: siamo il più grande sogno di libertà al mondo, ma siamo attaccati su molti fronti (…) Non si difende la bandiera europea distruggendo quella nazionale (…) L’unità delle patrie nazionali è garanzia di stabilità, e senza stabilità non possiamo assicurare un futuro all’Europa. Io mi sento europeo perché sono italiano (…) Siamo europei perché siamo spagnoli”.