BCE in pressing sulle banche: rafforzare organici nel Vecchio Continente

25 Ottobre 2021, di Mariangela Tessa

Tempo scaduto per le banche: la Bce ha iniziato il pressing nei confronti delle istituzioni bancarie internazionali per rafforzarsi nell’Europa continentale dopo la Brexit, sia dal punto di vista del capitale che delle risorse umane.

Bce, cosa chiede alle banche internazionali

Un pressing, riferito dal Financial Times, che prende le mosse da fatto che, nel dopo Brexit,  il temuto svuotamento della City di Londra non solo non c’è stato gli addetti delle maggiori banche internazionali e dei gestori presenti a Londra non solo non sono diminuiti, ma sono addirittura  cresciuti in numero.

Quello che la Bce non accetta sono banche che in realtà sono solo gusci vuoti e che le attività e i servizi che si rivolgono ai clienti europei devono esser condotti in modo preponderante dalla stessa Ue. Nel mirino di Francoforte ci sarebbero soprattutto le operazioni di trading back-to-back, con cui si possono effettuare transazioni in un Paese e registrarle in un altro.

In quest’ottica, secondo il quotidiano finanziario, la Bce guarda soprattutto alle banche internazionali che hanno storicamente operato a Londra. Durante la crisi del Covid, la vigilanza non ha voluto calcare troppo la mano, ma ora è tornata a chiedere che ci si attrezzi per gestire l’operatività nel Vecchio continente da sedi differenti.

La questione apre un possibile fronte di scontro con la Banca d’Inghilterra, che ha chiesto agli istituti di ottenere la sua approvazione prima di trasferire posti di lavoro e operazioni in Europa.

Unicredit sposta trader da Londra a Milano

Mentre il Ft riportava questi sviluppi, dal fronte di una delle principali banche italiane, Unicredit, emergeva il trasferimento di gran parte dei trader con sede a Londra verso Milano, in una razionalizzazione che però sarebbe indipendente dalla Brexit. Le persone coinvolte, secondo quanto riferisce Bloomberg, sarebbero circa 50 e Unicredit potrebbe inoltre trasferire trader in Italia anche dalla sede di Monaco di Baviera.

La banca di Piazza Gae Aulenti, come riporta l’agenzia inglese, starebbe cercando personale per rafforzare i servizi di consulenza e aumentare la sua offerta di prodotti di investment banking per le aziende in tutta la sua rete europea, come hanno riferito persone a conoscenza. UniCredit potrebbe anche acquisire aziende e boutique focalizzate per accelerare il processo se si presentano delle opportunità, hanno precisato le fonti chiedendo di rimanere anonime essendo una questione privata.

Già il mese scorso la banca aveva annunciato la nascita di una divisione dedicata di Wealth Management & Private Banking in Italia, guidata da Stefano Vecchi e con cui, la banca milanese punta a raggiungere una maggiore efficienza.

Nel dettaglio, la struttura del nuovo ramo di Unicredit si articola in tre componenti: Private Banking, Wealth Management e Ultra-high Net Worth families and family holdings – quest’ultima destinata ai clienti e alle famiglie più facoltose.