UniCredit a caccia di investment bankers: il nuovo progetto di Orcel

21 Ottobre 2021, di Alessandra Caparello

L’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel intende assumere fino a 50 investment bankers per attrarre più business dai clienti aziendali di medie dimensioni, in un mercato fortemente conteso.

La banca di Piazza Gae Aulenti, come riporta Bloomberg, sta cercando personale per rafforzare i servizi di consulenza e aumentare la sua offerta di prodotti di investment banking per le aziende in tutta la sua rete europea, come hanno riferito persone a conoscenza. UniCredit potrebbe anche acquisire aziende e boutique focalizzate per accelerare il processo se si presentano delle opportunità, hanno precisato le fonti chiedendo di rimanere anonime essendo una questione privata.

Già il mese scorso la banca aveva annunciato la nascita di una divisione dedicata dWealth Management & Private Banking in Italia, guidata da Stefano Vecchi e con cui, la banca milanese punta a raggiungere una maggiore efficienza “passando ad una configurazione su base regionale” per le attività di Wealth Management, che verranno create anche in Germania e in Europa. Per l’a.d. Orcel si tratta di recuperare terreno rispetto alla rivale Intesa Sanpaolo che può contare sulla radicata struttura di Fideuram Intesa Private Banking. Nel dettaglio, la struttura del nuovo ramo di Unicredit si articola in tre componenti: Private Banking, Wealth Management e Ultra-high Net Worth families and family holdings – quest’ultima destinata ai clienti e alle famiglie più facoltose. “La nuova divisione italiana consente di accelerare la crescita all’interno di queste linee di business e di migliorare ulteriormente la qualità dell’offerta di Unicredit”, ha affermato la banca in una nota.

Andrea Orcel: dossier Mps in stallo, a che punto siamo

La banca guidata da Andrea Orcel è sotto i riflettori anche per la questione del matrimonio con Mps e sarebbero tutte in salita le trattative con il Tesoro. Secondo indiscrezioni riportate dal Messaggero nelle ore scrose, Orcel avrebbe posto un aut-aut allo Stato, azionista della banca senese con il 64%: o si raggiunge un accordo quadro entro il 27 ottobre, giorno dell’approvazione della trimestrale, che sarà poi diramata ai mercati il giorno successivo, 28 ottobre, oppure la banca milanese potrebbe dire addio ai piani su Rocca Salimbeni.

Secondo il quotidiano romano, le discussioni tre le parti in campo si sarebbero complicate per le richieste di Orcel, che preferisce una soluzione spezzatino, e la difficoltà di trovare un compromesso. La banca milanese procederebbe dunque alle nozze con Mps, ma senza le sue quattro partecipate, senza i suoi Npl e Utp mentre sarebbe disposta ad integrare la banca online Widiba e gli sportelli del Centro e Nord Italia. Il numero uno di UniCredit chiede anche “un adeguamento della copertura sui crediti, esuberi, Dta e 300 filiali in meno, quindi circa il 65% dell’attuale gruppo”.