Bce contro Trump e protezionismo: incertezza per futuro area euro

5 Febbraio 2018, di Livia Liberatore

La Bce è critica sull’impatto che potrebbe avere sulle economie europee la riforma fiscale approvata negli Stati Uniti per volontà del presidente Donald Trump. Secondo un’analisi pubblicata lunedì dalla Banca centrale europea, il fiscal bill statunitense può scatenare la concorrenza fiscale ed erodere la base imponibile degli Stati dell’Unione europea. Si tratta di un’anticipazione del Bollettino economico che sarà diffuso giovedì 8 febbraio.

Per i prossimi dieci anni, la riforma porterà a crescere l’economia americana attraverso la spinta alla domanda interna e la crescita del Pil reale nel breve periodo. Ma le conseguenze per l’area euro restano incerte e complesse.  “La dimensione complessiva dell’effetto”, si legge nell’analisi, “sarà probabilmente piuttosto contenuta”.

Secondo l’analisi pubblicata lunedì, la riforma fiscale inciderà anche sulle strategie di pianificazione fiscale delle multinazionali:

“le minori imposte sulle società statunitensi aumentano l’attrattiva fiscale degli Stati Uniti rispetto ad altri Paesi”, e influenzano quindi anche il modo in cui le aziende scelgono di investire o spostare i profitti.

Nell’ultima riunione di politica monetaria della Bce, la prima del 2018, Mario Draghi si è detto preoccupato per le oscillazioni dei tassi di cambio e la volatilità dell’euro. Il presidente della Bce ha affermato di essere pronto ad aumentare il Quantitative Easing nel caso di pericoli. Ammettendo che il super euro potrebbe rovinare i piani della Bce, Draghi aveva già criticato l’amministrazione Trump, colpevole di aver manipolato il dollaro.

 

Nell’analisi della Bce viene anche scritto che è “stato sottolineato che alcune delle disposizioni internazionali della riforma fiscale statunitense potrebbero non essere conformi alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio e alle convenzioni sulla doppia imposizione”.