Barclays: attenti all’azionario, “verso riscatti massicci”

29 Giugno 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – La ripresa dell’azionario a cui stiamo assistendo in queste ultime ore? Per gli strategist del colosso bancario Barclays avrà vita breve. Anzi, Barclays afferma come praticamente la ripresa a “V” dell’azionario sia ormai morta, dal momento che “sono in arrivo riscatti massicci“. Il grafico mostra in questo caso come i riscatti tra i gestori attivi abbiano accelerato il passo e come tale fattore metta a rischio i mercati.

In una nota delle ultime ore Keith Parker, strategist sull’azionario di Barclays, scrive che gli investitori attivi hanno aumentato l’esposizione verso il rischio in modo considerevole, nella settimana precedente il referendum Brexit. Si ricordi che l’investitore attivo è colui che adotta una strategia di investimento che implichi continui operazioni di acquisto e di vendita.

Tornando al comportamento di tali investitori – che sono praticamente i fondi di investimento e gli hedge fund, le loro scommesse non hanno pagato, dal momento che alla fine ha vinto la Brexit.

Parker spiega:

“In base alle nostre rilevazioni, il posizionamento aggregato sull’azionario da parte dei gestori attivi si trova ancora a livelli vicini ai massimi segnati nel periodo successivo alla crisi, in un momento in cui il mercato si prepara a una potenziale accelerazione dei riscatti, a seguito del collasso della borsa. Con i livelli di liquidità presso i fondi di investimento piuttosto bassi e il posizionamento netto sul settore ciclico vicino ai record, crediamo che i gestori non siano preparati a fronteggiare flussi in uscita e una duratura avversione al rischio. Sebbene ci sia cash ai margini, l’attuale contesto di aumento dell’incertezza fa pensare al fenomeno del buyer’s strike, (ovvero a quella situazione in cui un numero di rilevante di buyer dice stop agli acquisti per un periodo di tempo esteso al fine di ridurre il prezzo del bene acquistato)”.

Barclays va avanti nella nota e afferma di ritenere che ci siano i presupposti per un posizionamento da parte dei gestori attivi che diventi “più difensivo, e dunque per un’accelerazione dei flussi in uscita dall’azionario”. Tra l’altro “la debole performance dei gestori attivi da inizio anno aumenta il rischio di riscatti anche maggiori nel secondo semestre” dell’anno.

La conclusione è che le condizioni attuali “indicano un rischio ulteriore al ribasso per l’azionario”, che dovrebbe secondo la banca continuare anche a cercare “il fondo (bottoming process)” in modo prolungato, così come avvenne nel 2011-2012, piuttosto che segnare rimbalzi a V che hanno caratterizzato i mercati nell’ultimo periodo (come a gennaio)”.