Bankitalia: reddito famiglie cala per il quinto anno di fila

28 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

Siena (WSI) – Non si ferma la riduzione del reddito per le famiglie italiane. “Siamo al quinto anno di riduzione del reddito reale, che dal 2008 al 2011 era già sceso del 5%” e “quest’anno se ne profila una diminuzione anche piu’ marcata di quella, del 2,5%, avutasi in occasione della recessione del 2009”.

E’ questa l’indicazione che giunge dal vice direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, nel suo intervento sul tema ‘Credito alle famiglie e stabilita’ finanziaria’. “Le famiglie, pertanto, ridimensionano o rinviano l’acquisto di abitazioni e di beni di consumo durevoli; riducono di conseguenza la loro domanda di finanziamenti alle banche”, ha evidenziato Rossi.

Lieve calo stamane intanto per il mercato obbligazionario italiano, impegnato nella sua seconda seduta d’asta, dedicata al Bot semestrale, offerto per 7,5 miliardi contro gli 8,5 mld in scadenza. Sulla piattaforma Tradeweb il differenziale fra tassi decennali Btp e Bund è pari a 333 punti base da 330 di ieri sera. Il rendimento sul dieci anni italiano si attesta a 4,747% da 4,736% della chiusura precedente.

Tassi di interesse: il giorno dopo la decisione dell’Eurogruppo i mercati non hanno manifestato entusiasmo. Dopo una partenza in positivo dei listini azionari la seduta è infatti proseguita in calo, a fronte invece di spread in restringimento. Più marcato invece il ribasso del differenziale greco sceso di circa 30pb.

La reazione potrebbe essere legata al fatto che le concessioni dei paesi Ue ad Atene per ridurre l’ammontare di debito sono comunque vincolate all’esito del buyback del debito di cui non si hanno ancora chiari i dettagli se non il fatto che i prezzi non dovrebbero superare quelli di chiusura del 23 novembre.

Lo stesso contributo del Fmi è vincolato al buyback. Secondo quanto riportato da Bloomberg il Parlamento tedesco voterà l’accordo sulla Grecia giovedì o venerdì 30 novembre. Il membro della Bce Nowotny ha dichiarato che l’accordo greco raggiunto è la migliore soluzione tra tutte le alternative, aggiungendo che la riduzione del debito è fuori discussione.

Per Nowotny alla Grecia è stata concessa una possibilità per uscire dal circolo vizioso. Il presidente della Bundesbank Weidmann in un’intervista al quotidiano Welt ha affermato che l’accordo greco non contiene nessun trasferimento diretto dalla Buba al paese. Secondo Weidmann su questo aspetto ci sono ancora punti da chiarire.

Intanto l’Ocse ha ridotto le stime sul Pil dell’area Euro che nel 2012 dovrebbe scendere dello 0,4% da -0,1% stimato a maggio, mentre nel 2013 il calo si attesterebbe allo 0,1% da +0,9% di maggio. Migliorano le stime del Pil tedesco per il 2012 e 2013, mentre per l’Italia l’Organizzazione si attende un Pil negativo nel 2012 (-2,2% da -2,4%) e nel 2013 (-1% da -0,4%). L’Ocse ha anche invitato la Bce a ridurre il tasso di riferimento di 25 pb ed a specificare per quanto tempo intende mantenere i tassi bassi così come sta facendo la Fed. Il Parlamento portoghese ha approvato in lettura finale la legge di bilancio 2013 che prevede il raggiungimento del 5% del deficit/Pil nel 2013 e del 4,5% nel 2013.

Il rapporto scenderà sotto il 3% solo nel 2014. L’Efsf, dopo il rinvio dell’emissione del bond a tre anni in seguito al downgrade della Francia, ha annunciato l’emissione di un nuovo bond ad 1 anno per 7 Mld€. Oggi invece torna sul mercato la Germania con un titolo a cinque anni fino a 3 Mld€, mentre l’Italia offrirà titoli a sei mesi per 7,5 Mld€.

Negli Usa listini azionari in calo su timori di allungamento dei tempi sul fiscal cliff, un tema su cui anche l’Ocse ha richiamato l’attenzione sottolineando come, in mancanza di un accordo, la possibile ripercussione potrebbe condurre ad una recessione dell’economia globale. Sono pertanto passati in secondo piano i dati sugli ordinativi di beni durevoli di ottobre e della fiducia dei consumatori di novembre, entrambi migliori delle attese. Evans, membro Fed, ha affermato che sarebbe auspicabile fissare degli obiettivi espliciti per guidare le decisioni di politica monetaria. In particolare ha fatto riferimento al 6,5% per il tasso di disoccupazione ed al 2,5% per l’inflazione.

Sul fronte paesi emergenti da segnalare il taglio del rating argentino da parte di Fitch (da B a B- per i bond sotto legislazione domestica ed a CC per i bond sotto la legislazione internazionale), su timori di un possibile default. Questa notte è attesa la riunione della banca centrale brasiliana, che, in base al consensus di Bloomberg News, potrebbe mantenere invariato il tasso di riferimento al 7,25%.

Valute: euro in deprezzamento vs dollaro, in scia al calo dei listini azionari, in area 1,29. Il livello di supporto si colloca ad 1,288 mentre quello di resistenza 1,298. Lo yen si è apprezzato verso tutte le principali valute mondiali durante la notte sulla scia del calo dei listini azionari Usa ed asiatici. Per oggi il supporto più vicino si colloca 105,50, con la resistenza presso 106,50. Il dollaro/yen trova il supporto a 81,70, con la resistenza a 82,30. Nel report semestrale del Tesoro sulle valute, gli Usa hanno dichiarato che lo yuan cinese rimane “estremamente sottovalutato” astenendosi però dal definire il paese “manipolatore valutario”. Questa mattina la valuta cinese resta in prossimità dei massimi dal 1993 vs dollaro.

Materie Prime: prese di profitto sul Brent in linea con il calo dei listini azionari mondiali e in seguito anche all’aumento delle scorte Usa secondo il report API. Oggi è in programma il report settimanale del Dipartimento dell’Energia. Prese di profitto sui metalli preziosi, oro incluso, nonostante l’ammontare del metallo giallo detenuto dagli Etf mondiali ieri abbia registrato un ennesimo record oltre le 2612 tonnellate. Positivi i metalli industriali, i cereali e la soia.

Copyright © Servizio Market Strategy MPS Capital Services per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved