Banchieri: odio e tassi negativi, clima avverso erode profitti

8 Marzo 2016, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – Le strette maglie delle regolamentazioni, l’ascesa delle tecnologie finanziarie e le mosse audaci di politica monetaria stanno portando le banche in territori sempre più accidentati. I risultati spesso sono una redditività più risicata e il pericolo, sempre in agguato, di costose sanzioni in caso di errori. Dall’inizio della crisi del 2008 il sistema bancario ha liquidato, nel mondo, circa mezzo milione di posti di lavoro, secondo Bloomberg. E i banchieri sono finiti nell’occhio del ciclone.

Com’è possibile affidarsi alle banche quale “motore della crescita” in un contesto così difficile? Se qualcuno aveva pensato di favorire l’afflusso di credito attraverso la politica dei tassi negativi sui depositi, che applicano un prelievo e non producono un reddito sulla liquidità parcheggiata nella banca centrale, ora forse dovrà ricredersi. Questa strategia si è infatti rivelata assai meno efficace del previsto.

La pensa così il confondatore di Pimco, Bill Gross, che ora lavora come consulente finanziario per Janus Capital:

“Invece che generare crescita economica […] il tassi negativi minacciano i margini di profitto delle banche con le curve di reddito appiattite su scala globale e margini d’interesse netti assottigliati. Il recente collasso delle azioni bancarie in tutto il mondo può essere spiegato non tanto dai potenziali default nel complesso delle commodity/energia, visto che gli investitori riconoscono che le banche ora non solo sono più strettamente regolate, ma che i ritorni futuri sull’equity saranno molto simili a quelle di azioni del settore delle utilities”.

La consapevolezza che il costo dei tassi negativi è prevalentemente assorbito dalle banche, piuttosto che che passato alla clientela, per la paura che possa ritirare i propri depositi, si sta sempre più diffondendo fra i politici europei. La speranza dei banchieri è che si possa raggiungere una giusta via in grado di garantire sia la sicurezza del sistema finanziario, seguito al crash, sia un contesto nel quale fare attività bancarie non sia tossico per istituti e investitori.

Perché altrimenti nel contesto attuale per i banchieri è quasi impossibile generare profitti.

Fonte: Bloomberg