Vegas (Consob): “Mai pensato a dimettermi”. Perquisizioni in Banca Etruria

23 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Lo dice candidamente, ospite di Ballarò: Giuseppe Vegas, numero uno della Consob, finito nel mirino dei risparmiatori truffati con il decreto salva-banche insieme a Ignazio Visco, direttore di Bankitalia, è sicuro del fatto suo:

“Non ho mai pensato a dimettermi”.

E continua:

“Per me e la mia istituzione non ho elementi di rimprovero”.  Vegas chiede anzi ai risparmiatori di  “passare almeno un’ ora a leggere i prospetti” e le avvertenze.

Questo, mentre poche ore prima almeno 200 italiani che hanno visto evaporare i risparmi di una vita, si sono riuniti nei pressi della sede di Bankitalia per protestare contro l’organo di vigilanza, chiedendo la testa sia di Vegas che di Visco, e intonando cori del tipo:

“Paghi Bankitalia, paghi chi ha sbagliato”. E ancora: “Renzi, Visco, Draghi, siete tutti ladri”.

Davanti al Palazzo delle Esposizioni, manifestando contro il decreto che ha salvato Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche e CariFerrara dal crac, ma che ha anche mandato in fumo azioni e bond subordinati sottoscritti da migliaia di italiani, l’esercito dei truffati ha esposto diversi cartelli:

“Lo Stato assassina la democrazia”, e anche: “Ucciso dal terrorismo finanziario”.

Con un appello lanciato anche al Papa:

“Confidiamo in Lei caro Papa Francesco, per aiutarci a far comprendere a governanti sordi e ciechi, a tecnocrati, cleptocrati europei di Troika e Bce che stanno portando il mondo verso la catastrofe,che non può essere il paradigma dell’arbitrato affidato a foglie di fico a restituirci la dignità, ma il risarcimento integrale dei nostri beni espropriati”, scrivono a chiusura della loro lettera.

E intanto il premier Matteo Renzi chiede che si lanci una inchiesta che copra almeno gli ultimi 15 anni, stando a quanto riportano fonti de La Repubblica.

“Volevano scaricare tutto su di me, come se fossi responsabile di quel che nel bene e nel male è accaduto nelle banche italiane in questi vent’anni. Ora si fa chiarezza, ma partendo da lontano“.

Oltre a dire si alla commissione di inchiesta che indagherà sul sistema bancario italiano nel suo complesso, Renzi vuole che si faccia luce non solo sulle quattro banche, ma anche su altri istituti di credito e sulla vigilanza di Bankitalia. E vuole anche che si individuino eventuali responsabilità e omissioni di chi lo ha preceduto a Palazzo Chigi.

Ma è un altro giorno all’insegna delle polemiche e di notizie attinenti al sistema bancario italiano. In primo piano le perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede di Banca Etruria di Civitavecchia, quella in cui il pensionato Luigino D’Angelo aveva depositato i risparmi di una vita. Risparmi che poi sono andati in fumo, e che hanno portato Luigino a uccidersi, lo scorso 28 novembre.

Le perquisizioni si sono svolte in presenza del pm Alessandra D’Amore, titolare dell’inchiesta scattata sul suicidio del pensionato. Oltre al reato di istigazione al suicidio si ipotizza quello di truffa.

Arriva intanto una notizia da Bankitalia, che comunica l’aumento dei costi per tenere un conto corrente aperto presso una banca.

Nel 2014 “la spesa media di gestione di un conto corrente è stata di 82,2 euro, in aumento di 0,3 euro rispetto al 2013 (…) Il lieve incremento è dipeso interamente dall’aumento del numero di operazioni bancarie effettuate dalla clientela sui propri conti. Le commissioni unitarie per operazione sono mediamente diminuite, mentre la spesa per canoni e altri oneri fissi è sostanzialmente rimasta invariata”.