Bankitalia, protesta risparmiatori. “Renzi, Visco, Draghi, tutti ladri”

22 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Non si placano le polemiche in merito al salvataggio delle quattro banche ad un passo dal default alle spalle dei piccoli risparmiatori e gli effetti non si fanno attendere. Ed è in corso proprio oggi una protesta dei risparmiatori truffati dinanzi alla sede di Bankitalia. La protesta è stata organizzata da Comitato vittime del Salva-banche, da Federconsumatori e Adusbef, in via Nazionale a Roma.

I risparmiatori chiedono le dimissioni dei numeri uno di Bankitalia e Consob, rispettivamente Ignazio Visco e Giuseppe Vegas.

Campeggiano cartelloni con scritte che esprimono tutta la rabbia di chi si sente truffato  – o lo è stato – dal sistema bancario italiano.

“Paghi Bankitalia, paghi chi ha sbagliato”, “Renzi, Visco, Draghi, siete tutti ladri”, si canta in coro.

Sono 200, chiedono il risarcimento dei danni subiti, dei risparmi di una vita che sono stati azzerati dopo anni di sacrifici, nei valori evaporati delle obbligazioni subordite sottoscritte.  La polizia li ha bloccati in strada davanti al Palazzo delle Esposizioni.

 

Sulla scia dello scandalo, crolla la fiducia dei consumatori nei confronti del sistema bancario italiano.

Oltre alle quattro banche oggetto del decreto del governo Renzi (Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara, Banca Marche) ci sono altre 16 banche che sono state commissariate dalla Banca d’Italia. Ma dove sono concentrati gli istituti di credito che sono oggi in crisi? La loro geolocalizzazione, secondo quanto riporta Repubblica, è correlata al sistema aziendale.

“La crisi del sistema bancario riflette –e moltiplica – le difficoltà dei sistemi aziendali che, in queste aree ( Nordest e Centro) hanno perduto la spinta propulsiva degli anni Ottanta e Novanta. Ma risente anche della fine dei grandi partiti di massa, DC e PCI, che garantivano coesione e rappresentanza politica. Non solo ai cittadini, ma anche agli interessi”.

Emerge così da un sondaggio Demos, che il trend della fiducia degli italiani nei confronti delle banche agli inizio degli anni 2000 era al 30% – “non moltissimo, ma, comunque, non poco”. Le banche vengono percepite, in tutta Italia, come delle “istituzioni della Finanza”, fino alla crisi del 2008 dopo di che la fiducia nei loro confronti cala sotto il 20% e negli ultimi anni scende ancora attestandosi tra il 12 e il 16 per cento, secondo un sondaggio Demos realizzato a dicembre del 2015.

Ma come hanno “utilizzato” le banche gli italiani negli ultimi anni? A rivelarlo il 49esimo Rapporto del Censis presentato nelle ultime settimane secondo cui gli italiani hanno continuato ad accrescere il loro patrimonio finanziario ma adottando strategie difensive, “privilegiando il contante e i depositi bancari, mentre sono crollate azioni e obbligazioni”. Secondo quanto scrive Repubblica:

“Negli ultimi mesi questa tendenza è perseguita. Si assiste così ad un costante aumento della liquidità e, insieme, a un incremento di assicurazioni e fondi pensione. Mentre gli investimenti in azioni e obbligazioni degli italiani continuano a ridursi. (E anche questo spiega le operazioni, talora poco trasparenti, di alcune banche per orientare i clienti in questa direzione.) (…) Dietro alla crisi delle banche si coglie, così, la crisi del rapporto fra economia, società e politica”.