Banche Usa chiudono rubinetti credito, tassi più alti e recessione fanno paura

18 Dicembre 2018, di Mariangela Tessa

Le prospettive di una crisi economica non lontana e l’aumento dei tassi di interesse alimentano la cautela delle banche americane, che hanno già iniziato a stringere la cinghia nella concessione dei prestiti rischiosi.

Secondo quanto riferito dalla Reuters, i primi passi in questa direzione sono stati fatti da Capital One Financial Corp, che ha iniziato a limitare i prestiti e gli aumenti delle linea di credito. E anche le banche regionali sembrano seguire la stessa stessa strada, in particolare quando si tratta di concedere mutui secondari, i prestiti immobiliari commerciali e le carte di credito.

Secondo un sondaggio condotto questo mese dalla Federal Reserve Bank di New York, nei quattro mesi terminati a fine ottobre, quasi la metà delle domande di prestito da clienti con basso punteggio di credito sono state respinte.

Complessivamente, nel periodo in considerazione il tasso di rifiuto è stato del 21,2% , ben al di sopra del 15,7% allo stesso tempo dell’anno precedente.

Non solo. Le banche hanno chiuso il più alto numero di conti esistenti dall’inizio del sondaggio nel 2013, con la maggior parte delle chiusure tra i clienti subprime.

“I tassi sono aumentati nell’ultimo anno quindi non sono sorpreso di vedere le banche ritirarsi dai prestiti più rischiosi, questo è quello che dovrebbero fare”, ha dichiarato Ian Sheperdson, chief economist presso Pantheon Macroeconomics. “Tassi di interesse più alti significa più alti tassi di default.”

Tornando all’economia, mentre le tensioni commercial tra Cine e Usa continuano e la politica monetaria si irrigidisce, gli economisti si aspettano che la crescita dell’economia Usa rallenti già il prossimo anno.

Più della metà degli economisti intervistati da un recente sondaggio del Wall Street Journal prevede che la recessione possa iniziare nel 2020. Tuttavia, solo un intervistato su 10 prevede una recessione l’anno prossimo.