Banche, crediti a rischio crescono. Ma per Renzi abbiamo “campioni europei”

13 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Le sofferenze bancarie in Italia sono salite di altri 2,3 miliardi di euro superando la soglia denigratoria dei 200 miliardi di euro ma il premier Matteo Renzi sostiene che il sistema finanziario vada “alla grande”. Il settore, secondo il leader del PD, presenta degli “autentici campioni europei”.

In Italia “c’è un sistema del credito che va alla grande: con i problemi che conosciamo e che stiamo affrontando, ma abbiamo realtà che sono autentici campioni europei, e mi limito a dire europei, per il momento”.

Renzi è intervenuto in occasione della firma del protocollo di lavoro con Banca Intesa, che mette a disposizione una dotazione 6 miliardi in tre anni per le imprese agricole italiane. L’esempio che fa Renzi è proprio quello di Intesa Sanpaolo, che secondo lui sarebbe protagonista di una “storia di successo”.

“Valeva 25, 26 miliardi in Borsa, oggi è ampiamente sopra i 50 miliardi ed è uno dei principali player europei. In Italia siamo in condizione di fare storie di successo in tutti i settori, anche quello bancario”.

I titoli di Intesa e Unicredit – le due big del settore in Italia – oggi avanzano in Borsa in linea con il resto del comparto, tra i migliori a Piazza Affari grazie anche alle parole del Commissario Ue Margrethe Vestager, il quale ha sottolineato la necessità di mettere in moto una bad bank anche con soldi pubblici. Se verranno rispettate le norme in materia di concorrenza leale Bruxelles non si opporrà.

Banche, commissario Ue Margrethe Vestager apre a bad bank con fondi pubblici

I crediti iscritti nei bilanci delle banche la cui riscossione non è affatto cosa certa hanno raggiunto quota 201,02 miliardi in novembre, secondo quanto riportato dalla Banca d’Italia nel supplemento al Bollettino statistico “moneta e banche”. In ottobre il dato delle sofferenze lorde era di 198,9 miliardi. I prestiti a rischio al netto delle svalutazioni operate dagli istituti salgono a 88,83 miliardi in crescita rispetto agli 87,2 miliardi segnalati da via Nazionale per il mese di ottobre.