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Banche: sofferenze immobiliari a Cassa Depositi e Prestiti?

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ROMA (WSI) – L’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ha proposto un progetto che, se approvato, porterebbe alla creazione di un fondo partecipato dalla Cassa depositi e prestiti, in cui le banche potrebbero convogliare gli asset immobiliari in sofferenza, al fine di valorizzarli e destinarli successivamente a operazioni di housing sociale.

Il piano è al momento al vaglio di Governo, Abi, Anci e Cdp per gestire attivamente il problema dei non performing loans immobiliari che, alla luce dei risultati di stress test e asset quality review, in Italia vale almeno 40-50 miliardi di euro. E’ quanto riporta nella giornata di oggi “Toscana24-Il Sole24Ore” citando una fonte a diretta conoscenza del dossier.

Il progetto prevede “la creazione di un fondo specifico per ogni istituto bancario aderente al programma – spiega la fonte -. Ogni banca coinvolge la Cdp per individuare gli asset potenzialmente apportabili al fondo e valutarli, per poi formulare un’offerta all’istituto di credito e all’impresa costruttrice, oppure alla curatela nel caso di procedure giudiziarie. Una volta apportati gli immobili al fondo, l’impresa e la banca partecipano con il 15-20% delle risorse necessarie, ragionevolmente sotto forma di equity”.

In sostanza se un Npl con sottostante immobiliare ha un valore storico di 100 mila euro, si può immaginare che venga apportato al fondo per 50 mila euro che Cdp versa in contanti alla banca (o all’impresa o alla curatela, a seconda del caso specifico).

Apportato il bene, l’impresa e la banca versano 10 mila euro al fondo o come debito o in cambio di quote del fondo. In questo modo la banca e l’impresa incassano 40 mila euro in contanti, 10 mila come quote del fondo. La banca libera il bilancio dalle sofferenze e l’impresa può avere opportunità di lavoro quando al fondo vengono apportati immobili da ultimare.