Banche: quelle spagnole senza la Bce salterebbero

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

• Tassi di mercato in marcato calo negli Usa
• Segnali di rallentamento dalla Cina
• Tra le commodity in evidenza cacao e grano

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono cresciuti su tutta la curva, in particolare sul tratto a breve con lo spread 2-10 anni calato da 191 a 188pb. In aumento gli spread dei paesi periferici verso Germania. Ieri hanno chiuso contrastate le borse europee, partite questa mattina in calo.

I dati forniti dalla Banca di Spagna confermano la crescente dipendenza delle banche del paese dalla Bce: a giugno hanno aumentato le richieste di finanziamento del 48% m/m, pari al livello record di 126,3Mld€, in contrasto con il calo del 4% a livello di intera area per un totale di 496,6 Mld€. Sul fronte macro l’inflazione a giugno in area Euro è stata confermata all’1,4% a/a. Sotto le attese gli ordinativi industriali cresciuti dello 0,9% m/m anziché dell’1,2% previsto dal consenso di Bloomberg. Sul fronte aste, positiva l’accoglienza dei bond italiani, portoghesi e tedeschi collocati ieri. Oggi sarà la volta della Spagna che collocherà fino a 3 Mld€ di bond a 15 anni. In programma anche le emissioni della Francia fino a 8,5Mld€ con scadenze comprese tra 2 e 5 anni e bond indicizzati all’inflazione fino a 1,8Mld€.

Negli Usa tassi di mercato in marcato calo con il comparto biennale che si è avvicinato al tasso minimo storico dello 0,60%. Ad impattare sull’andamento del mercato obbligazionario sono stati da un lato i dati sulle vendite al dettaglio di giugno inferiori alle attese, dall’altro i dettagli emersi dalla pubblicazione delle minute dell’incontro della Fed di fine aprile. Sono state riviste al ribasso le stime di crescita ed inflazione 2010 e 2011. Allo stesso tempo, pur avendo sottolineato come i rischi sulla crescita siano orientati al ribasso, la Fed non ha ritenuto opportuno implementare ulteriori manovre di stimolo oltre a quelle già in essere.

Tuttavia l’ipotesi è stata mantenuta in essere in caso di apprezzabile peggioramento delle prospettive. Sul fronte prezzi lo scenario prevalente è quello di un graduale processo di ridimensionamento dell’inflazione, sebbene pochi membri abbiano sollevato il rischio deflazione. Infine, sul tema vendita degli asset in portafoglio, è emersa la volontà di differire tale ipotesi per qualche tempo. Le minute confermano pertanto come all’interno della Fed stia emergendo una maggiore attenzione sulla possibilità di ripresa di alcune manovre, una tema che finora non era emerso essendo il focus soprattutto sul tema dell’exit strategy.

Di conseguenza, l’ipotesi di mantenimento di tassi fermi per un periodo esteso di tempo appare riferibile ad un orizzonte superiore al semestre. Le notizie macro hanno impattato su quelle più positive dal lato micro, ridimensionando ad esempio i guadagni di Intel (+1,6% a fronte invece di recuperi nell’after hour arrivati fino a +8%). Sul fronte trimestrali attesi i dati di JpMorgan e a mercati chiusi quelli di Google.

Valute: euro in deprezzamento vs dollaro sulla scia di indicazioni di rallentamento dell’economia Usa e più in generale anche di altre importanti economie (si vedano i dati sul Pil cinese al di sotto delle attese), confermate poi dalle minute della Fed. Nel breve confermiamo la resistenza in prossimità di 1,2820. Incertezza per lo yen nelle ultime 24 ore con il cross verso dollaro salito fino alla resistenza 89 per poi ritornare verso il supporto 88 durante la notte sulla scia del ribasso della borsa giapponese. Verso Euro il cross trova un livello di resistenza sui massimi di ieri a 113,30. Il supporto di riferimento odierno si colloca a 110,80-111 sebbene sia presente uno intermedio a 111,50.

Nella notte la BoJ con voto unanime ha deciso di mantenere il tasso di riferimento allo 0,1%. Inoltre ha aumentato le stime di crescita per l’anno fiscale 2010 (che termina il prossimo 31 marzo) ed abbassato quelle per il 2011. Poco mosso lo Yuan cinese vs dollaro nonostante i segnali di rallentamento dell’economia cinese arrivati dai numerosi dati macro della notte. Nel secondo trimestre il Pil è rallentato al 10,3% a/a dall’11,9% del primo. Sotto le attese anche i dati di giugno relativi all’inflazione, produzione industriale e vendite al dettaglio.

Materie Prime: chiude intorno alla parità il greggio Wti (-0,1%) nonostante il calo settimanale delle scorte Usa molto superiore alle attese. Il movimento delle quotazioni del greggio conferma l’attuale forte correlazione positiva tra petrolio ed indice S&P500. Andamento contrastato per i metalli preziosi.