Banche, Renzi contestato su decreto rimborsi: “Buffone, Pinocchio!”

2 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il Consiglio dei ministri ha finalmente dato via libera al decreto sui rimborsi degli obbligazionisti subordinati delle quattro banche ad un passo dal fallimento, CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Etruria.

“Abbiamo salvato i correntisti (…) Non c’è un centesimo speso dai cittadini, non c’è un truffato e nessuno che possa dire che non ci sia stata attenzione da parte del governo. Noi siamo dalla parte dei truffati. Un decreto che risolve in via definitiva un problema”.

Queste le parole di Matteo Renzi in merito all’approvazione del decreto che prevede il diritto ad un rimborso forfettario automatico fino all’80% dell’investimento in obbligazioni subordinate per l’investitore che abbia un reddito lordo al di sotto dei 35mila euro, oppure un patrimonio immobiliare inferiore ai 100mila euro, anche se ha il reddito superiore ai 35mila euro. Ma, arrivando nella sua amata Firenze, Renzi viene attaccato duramente proprio per il decreto sui rimborsi. Le urla arrivano dagli obbligazionisti delle quattro banche salvate con il decreto salva banche, anche se i più sono coloro che hanno sottoscritto i bond di Banca Etruria.

I manifestanti urlano contro Renzi: “Buffone”, “Pinocchio”, e sui cartelli che mostrano denunciano “truffati di serie A e di serie B”.

I rimborsi inoltre verranno elargiti solo a chi ha comprato le obbligazioni incriminate entro il 12 giugno del 2014.

“ Sulla base di questo criterio su 10mila investitori restano fuori solo 158 persone che hanno comprato le obbligazioni sul mercato secondario online. Questi avranno la possibilità di ricorrere all’arbitrato”.

Con lo stesso decreto inoltre il Consiglio dei ministri ha sancito il via libera del governo anche alle norme per accelerare il recupero dei crediti delle banche verso le imprese, passando da 6-8 anni a 6-8 mesi”, nonchè viene istituito il pegno mobiliare non possessorio che “riguarda non solo l’immobile, il capannoncino, ma anche le scorte” ha dichiarato Renzi.

“Si sta delineando l’ennesima beffa, la presa in giro più atroce per i risparmiatori truffati dal ‘salva-banchieri’ di novembre” a dirlo i parlamentari M5S.

“I criteri annunciati per i rimborsi sono infatti confusi e comunque inadeguati, come si evince dalle parole dello stesso ministro Padoan (…) Lo spartiacque temporale del 12 giungo 2014 è ridicolo e il forfait dell’80% è arbitrario e inaccettabile. “In più si profilano nel decreto diversi regali alle banche tra cui la novità del pegno non possessorio a garanzia dei crediti. Un istituto giuridico che rischia di mandare in pezzi il mondo delle Pmi: quel tessuto produttivo che sostiene il Paese, che non va avanti da parassita grazie agli amici degli amici e che, per questo, non interessa al governo delle lobby. Il M5S farà di tutto per neutralizzare l’ennesimo attacco ai cittadini italiani onesti”.

A raccogliere il malcontento è il Codacons, l’associazione dei consumatori guidata da Carlo Rienzi che si dichiara pronta a impugnare il provvedimento al Tar e portarlo in Corte Costituzionale.

“I risparmiatori si sentono presi in giro e umiliati dai criteri fissati dal Governo sui rimborsi. Per tale motivo daremo vita non solo a mobilitazioni di protesta sul territorio, ma ad una vera e propria battaglia legale contro il decreto sulla banche. Il nostro ufficio legale sta già lavorando per impugnare il provvedimento al Tar e portarlo in Corte Costituzionale, e invitiamo tutti gli obbligazionisti che intendano tutelare la propria posizione a prendere contatti con la nostra associazione per far cadere sul Governo una valanga di ricorsi”.

Per il segretario dell’Unione consumatori, Massimiliano Dona, “il problema non è tanto il doppio binario, fatto anche per evitare intromissioni europee, quanto la sostanza, ossia l’entità del rimborso”.

“Nessuno prende il 100% di quanto perso, indipendentemente dal reddito. Inoltre sono molti i truffati che superano il reddito di 35.000 euro, senza per questo essere miliardari. Giudizio positivo, invece, che non sia stata predeterminata l‘entità del fondo“.

Anche l’Adusbef critica il decreto qualificato come “inaccettabile, beffardo e penalizzante”. “Saremo costretti ai ricorsi giudiziari a tutela dei truffati da Bankitalia e dallo Stato”.

A essere scettico sul nuovo decreto rimborsi anche Fabio Faltoni, dipendente e sindacalista in Nuova Banca dell’Etruria e segretario provinciale della FABI – Federazione Autonoma Bancari Italiani.

“Da quanto pare ad una prima lettura, i paletti messi ai rimborsi creeranno più di qualche difficoltà e disparità, quindi ancora benzina sul fuoco, ma speriamo di sbagliarci (…) Si leggono già reazioni di associazioni, che chiedono modifiche al decreto, altrimenti continueranno nelle “vertenze legali”; noi speriamo che non siano contro gli impiegati, perché troveranno sempre la FABI, locale, aziendale e nazionale, a loro tutela e difesa. Ci auspichiamo infatti che il logico e legittimo confronto fra queste associazioni e le istituzioni nazionali, non si ripercuota ancora sui lavoratori di Nuova Banca Etruria, già molto provati e vittime della situazione”.