Banche italiane, utili quasi dimezzati. Padoan: “Urge ristrutturazione”

9 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Lo stato di salute delle banche italiane è sempre al centro della cronaca finanziaria di questi mesi. E mentre il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato che il sistema bancario necessita di un processo di ristrutturazione, il tasto dolente riguarda i profitti come confermato anche dalla pubblicazione dei conti semestrali della scorsa settimana.

Da Intesa Sanpaolo al Credito Valtellinese per le grandi banche commerciali italiane che si trovano nella top ten, mancano all’appello rispetto al 2015 quasi due miliardi di utili che risultano quasi dimezzati a quota 2,2 miliardi di euro (-45,9%). I crediti in sofferenza sono ritornati a salire arrivando a quota 7,1 miliardi di euro e come ha sottolineato il ministro Padoan nel corso di un’intervista al Sole 24 Ore l’attività tradizionale delle banche risulta sempre “meno rilevante nella dinamica dei profitti”. Le lacune che arrivano dall’attività tradizionale delle banche sono in parte compensate con le commissioni e i ricavi da trading che risultano due segmenti di mercato meno calmi rispetto allo scorso anno, considerando la volatilità dei mercati.

Ma perché calano i ricavi delle banche? Sul banco degli imputati vi è il margine di interesse che per le dieci banche più importanti in Italia subisce una contrazione del 3,8% dei proventi, pari a 1,1 miliardi in meno. Una tendenza che, stando così le cose, non sembra possa essere invertita nella seconda parte dell’anno.

A pesare sulla redditività del settore però sono anche le rettifiche sui crediti deteriorati che, come si attendevano gli analisti, alla data del 30 giugno gli accantonamenti sono di nuovo tornati a salite che un calo alla metà nel 2015 (-45,6%). Si credeva che nei primi tre mesi dell’anno il calo potesse continuare ma così non è stato e alcune banche hanno avviato la cessione di Npl, altre hanno dovuto sottostare alle richieste della Bce (vedi Banco Popolare e banca Carige) e infine altre ancora hanno pagato lo scotto per aver adottato un piano di ristrutturazione interna, come banca Ubi. Insomma se le banche italiane hanno profitti quasi dimezzati, considerando l’attuale situazione, non deve certamente sorprendere.