Banche italiane, in vista tagli dividendi

25 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Sforbiciata notevole in vista per i dividendi delle banche italiane. Per rispettare i requisiti patromoniali di Basilea 3 gli istituti tricolore preferiscono lasciare a bocca asciutta i propri azionisti piuttosto che fare ricorso a un aumento di capitale come fatto invece dai rivali del Vecchio Continente.

E’ questa la visione del Financial Times che fa notare: “sebbene siano tra i meno capitalizzati d’Europa, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena sono categoricamente convinti di non lanciare ricapitalizzazioni al fine di adeguarsi ai nuovi standard di patromonializzazione”. Insomma, e’ la politica dei dividendi a caratterizzare il nodo cruciale con possibili tagli delle cedole emesse dalle banche del Belpaese.

Il quotidiano inglese ricorda che i gruppi bancari italiani storicamente hanno distribuito quasi la meta’ dei loro profitti netti come dividendi. Ma la tradizione potrebbe venire meno in vista del 2019, anno in cui le regole sul capitale fissate dal Comitato di Basilea dovranno essere rispettate.

Il Financial Times non manca di sottolineare anche il peso politico delle Fondazioni (vedasi il caso Unicredit e l’uscita dell’ad Alessandro Profumo). “Un taglio del dividendo sara’ un tema delicato in Italia, dove le fondazioni bancarie provinciali continuano ad avere ampie partecipazioni nei maggiori istituti di credito”. In generale, le banche sembrano credere che “il mercato favorira’ le istituzioni che per prime rispetteranno le nuove regole spingendole a valutare come rafforzare il proprio capitale velocemente”, scrive il giornale. Proprio oggi il presidente della Fondazione Cariplo (tra i principali azionisti di Intesa Sanpaolo), Giuseppe Guzzetti, ha ironizzato dicendo “e’ piu’ informato di me. Vede come sono ottimista?” riferendosi ai contenuti dell’articolo dell’FT.

Stando all’FT, i gruppi italiani si dicono convinti di poter centrare i requisiti di Basilea 3 entro il 2013 passando attraverso un taglio dei dividendi. Unicredit ha Core Tier 1 dell’8.3% (a fine giugno) ma rischia di portarsi sotto l’8% come risultato di definizioni piu’ restrittive di Core Capital. Intesa Sanpaolo, scrive l’FT, si prepara ad annunciare che il suo 7.9% di Core Tier 1 scendera’ sotto il 7% e sul Monte dei Paschi aleggia l’ombra di una ricapitalizzazione (che proprio oggi hanno pesato sul titolo a Milano nonostante le smentite di Rocca Salimbeni).

In un altro articolo il Financial Times difinisce le banche italiane “indietro” rispetto ai competitor: negli ultimi 12 mesi la loro sottoperformance (incluse Unicredit, Intesa e Mps) e’ stata del 13.2% rispetto all’indice di riferimento proprio a causa di preoccupazioni su profitti e rafforzamento di capitale. Diversa prospettiva per Mediobanca. In un terzo articolo l’FT sostiene che la banca di Piazzeta Cuccia ha un core Tier 1 dell’11% e sta cercando di diversificare dalle attivita’ tradizionali, puntando su retail e sedi estere.