Banche italiane drogate di debito sovrano

19 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il credit crunch continua a mettere in pericolo la sopravvivenza delle piccole e medie imprese del Mediterraneo. Ma le banche preferiscono incassare rendimenti sicuri accumulando bond statali.

Nelle ultime settimane le banche di Spagna e Italia stanno cercando di liberarsi di titoli di Stato nazionali, ma secondo la Bundesbank hanno ancora le pance piene di Bond sovrani.

Guardando i dati con un’ottica più ampia, negli ultimi due anni, gli istituti di credito nostrani hanno aumentato il debito italiano in portafoglio da 240 miliardi a 415 miliardi, per un incremento del 73%.

Le banche spagnole, da parte loro, hanno 299 miliardi di Bonos iscritti a bilancio contro i €166 miliardi di novembre 2011. Si tratta di un rialzo dell’81%. Quelle irlandesi +60% e quele portoghesi +51%.

L’impegno preso alla riunione dell’Eurogruppo di giugno 2012 per mettere fine a questo “rapporto incestuoso” tra debito sovrano e privato non ha ancora visto effetti.

Come ha evidenziato la banca centrale tedesca, “la dipendenza mutuale delle banche e del settore pubblico è aumentata più in quei Paesi in cui i legami erano già particolarmente forti”.

Non siamo semplicemente di fronte a una crisi, ma a una malattia cronica. Anche se il resto dell’economia, imprese e famiglie comprese, ha bisogno di prestiti, le banche preferiscono accettare il debito pubblico, alimentando un pericoloso circolo vizioso.

L’appetito per il debito sovrano – mostrato dalla stessa Bce per prima, con l’acquisto di titoli a tre anni per €1.000 miliardi (programma LTRO) e poi dalle promesse di Mario Draghi (OMT) — viene interpretato come un segnale di ripresa, ma è anche un segnale di politiche distorte nell’Unione Europea.