Banche italiane: boom sofferenze, pensare alla redditivita’

23 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Le sofferenze delle banche italiane nel 2010 “mostrano una consistenza al netto delle svalutazione di 44 miliardi a fronte dei 33,7 miliardi di fine 2009” mentre l’utile di esercizio presenta un aumento dell’1,5% attestandosi a 7 miliardi di euro. E’ il quadro che emerge dalle semestrali Abi, basate sui bilanci di fine anno.

L’incidenza delle sofferenze sul totale delle esposizione creditizie verso clientela per cassa e’ pari al 2,2%, a fronte dell’1,7% del 2009. Alla fine del 2010 il totale dell’attivo dei 38 gruppi bancari esaminati risulta pari a 2.757 miliardi di euro, con un aumento del 3,4% rispetto al 2009.

“Rilevante” appare la quota dell’attivo riferita a crediti verso clientela (64,3%, in lieve flessione rispetto al 65,1% del 2009), pari a dicembre 2010 a 1.774 miliardi di euro, con un incremento rispetto all’anno precedente del 2,2%.

Le banche italiane migliorano il loro livello di patrimonalizzazione: il primo coefficiente (tier 1 capital ratio) passa dall’8,21% del 2009 all’8,67% nel 2010. Il total capital ratio, relativo all’intero patrimonio di vigilanza si attesta al 12,11% rispetto all’11,60% dell’anno precedente.

Le banche italiane devono recuperare redditivita’ “per continuare a svolgere il loro ruolo”: calano, infatti, i ricavi degli istituti che nel confronto internazionale restano “penalizzati”. E’ questo il quadro che emerge dalle semestrali Abi, basato sui bilanci al 31 dicembre 2010, che e’ stato presentato nel corso della tavola rotonda ‘La sfida della redditivita”.

Il rapporto 2011 sul settore bancario e’ stato illustrato dal direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, e dal responsabile direzione strategie e mercati finanziari Abi, Gianfranco Torriero.

“Nel 2010 le banche in Italia – sottolinea l’Abi – hanno scontato ancora gli effetti derivanti dal difficile contesto economico e finanziario: calano i ricavi e nel confronto internazionale restano penalizzate”.

Secondo l’associazione bancaria “e’ necessario che le banche recuperino redditivita’ per continuare a svolgere il loro ruolo a sostegno di famiglie e imprese e contribuire alla crescita dell’economia. La ripresa dei finanziamenti va consolidandosi con ritmi superiori alla media europea ma – osserva ancora l’Abi – il settore ha di fronte molteplici sfide: il controllo della rischiosita’ dei propri impieghi, gli effetti della regolamentazione sul capitale, un ulteriore recupero di efficienza.