Banche europee: forse c’è un modo per evitare bail-in

22 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Si accende il dibattito sulla leggittimità del bail-in dopo che venerdì scorso l’avvocato generale della Corte di giustizia europea, chiamata in causa dalla corte costituzionale slovena, ha stabilito un precedente sul bail-in, ovvero le perdite a carico dei risparmiatori, azionisti e creditori in caso di crisi bancaria.

La decisione del legale secondo cui le norme del bail-in, introdotte dalla Commissione Ue dal primo gennaio, non sono condizioni pregiudiziali per la concessione di aiuti di stato, potrebbe fare scuola, facendo scampare le banche europee dalle regole sui nuovi piani di salvataggio.

Come ricorda il Sole 24 Ore, l’organismo europeo ha inoltre confermato che il “salvataggio interno” non deve avere “effetti sproporzionati (ovvero, generare instabilità finanziaria), e che il giudizio su questi effetti spetta alle autorità giudiziarie nazionali“.

Proprio su quest’argomento, oggi Claudio De Rose, presidente onorario e procuratore generale emerito della Corte dei Conti, in un articolo pubblicato su Formiche.net scrive:
“Il “bail-in”, cioè il salvataggio di una singola banca a spese dei titolari depositi in conto corrente e degli obbligazionisti è antigiuridico, perché contrario a qualsiasi principio di diritto. E antigiuridiche, quindi illecite, sono le disposizioni che lo prevedono, cioè la direttiva comunitaria e la legge nazionale applicativa, in vigore dal 16 gennaio scorso. Le giustificazioni addotte sono inconsistenti e contraddittorie e il marchingegno, oltre ad essere iniquo, è anche ingiusto perché mette nei guai i risparmiatori italiani abolendo l’aiuto pubblico alle banche mentre, in precedenza, i risparmiatori di altri Paesi ne hanno ampiamente goduto”.
“Come se non bastasse, il ”bail in” è, rispetto all’ordinamento italiano, del tutto incostituzionale, per contrasto con l’art. 47 Cost. , secondo il quale “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”. Un così stridente e violento vulnus alla nostra Carta fondamentale dovrebbe indurre i nostri governanti ad esigere una revisione del meccanismo da parte delle Istituzioni europee e a suggerire alle stesse una profonda riforma del sistema bancario finalizzazione dello stesso ad una preminente funzione sociale, nel rispetto dei diritti fondamentali”.

A questo proposito va ricordato che, poche settimane fa, anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco aveva dichiarato la necessita’ per l’Italia di chiedere la revisione, da avviare entro giugno 2018 della direttiva Ue che prevede il bail-in. Per Visco la stessa norma “contiene una clausola che prevede la revisione“, “occasione che va sfruttata, facendo tesoro dell’esperienza“.