Banche assumono ex spie. La missione: scovare frodi trader

17 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – In tempi margini sempre più ristretti le banche non possono più permettersi che il comportamento illecito di alcuni dipendenti, i cosiddetti rogue trader, vada a causare multe milionarie. Per individuare e controllare questi soggetti alcune banche, fra cui titani del calibro di Hsbc, Deutsche Bank e JP Morgan, hanno assoldato ex agenti dei servizi segreti, secondo quanto riporta Bloomberg.

“La minaccia più grossa per le banche al giorno d’oggi”, afferma l’ex ufficiale della poliza canadese, Chris Mathers, divenuto ora un consulente, “è l’autorità”. Ossia quel soggetto capace di infliggere pesanti sanzioni, come nel caso di scandali come nel caso della manipolazione del tasso Libor, per il quale sei banche, nel complesso, pagarono una multa da 6 miliardi di dollari.

L’attività pubblica, dopo scandali del genere ha infittito i controlli sul settore bancario, che, per evitare ulteriori salassi miliardari non ha potuto che muoversi di conseguenza.

Le ex spie ingaggiate dalle banche, secondo le fonti citate da Bloomberg, provengono tanto dalla Cia, quanto dagli omologhi britannici, il loro obiettivo: scovare i primi segni di violazione delle regole. E individuare, possibilmente, i soggetti “pericolosi”; gente come Jerome Kerviel, Kweku Adoboli, finiti in galera per i loro coinvolgimenti in grossi scandali bancari, costati rispettivamente 4,9 miliardi di dollari a Societe Generale e 2 miliardi a Ubs.

Gli 007 riusciranno ripulire le banche dai banditi della finanza? Per il professor Mark Williams (Boston University) la risposta è ‘no’: affidare alle spie il compito di individuare pratiche sofisticate come il trading fraudolento e aspettarsi che dispongano delle competenze appropriate è solo un’idea “naif”.

Mettere in atto misure draconiane come il Grande Fratello, inoltre, comunica il messaggio sbagliato ai trader che lavorano duramente e nel rispetto delle regole.

Fonte: Bloomberg