BANCHE AL TAVOLO VERDE TRA MACAO
E SINGAPORE

20 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Inutile negarlo, il gioco d’azzardo ha un suo fascino. A tutti sarà capitato di farsi prendere la mano, almeno una volta nella vita, salvo poi pentirsene amaramente. Dopo Las Vegas – la città del gioco per antonomasia – altro luogo di culto per gli appassionati del genere è Macao (l’ex colonia portoghese ceduta nel 1999 alla Cina), dove il giro d’affari legato all’azzardo è cresciuto dell’80% arrivando a quota 5,1 miliardi di dollari (contro i 5,3 miliardi di Las Vegas) dal 2002 al 2004. Ovvero da quando ha «aperto» il mercato dell’azzardo anche agli investitori stranieri. Tuttavia, la maggior parte delle sale sono ancora in mano al miliardario cinese Stanley Ho, che ne possiede ben 15 sulle 17 attualmente operative.

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Ma queste proporzioni sono destinate a cambiare presto, dato che gli «stranieri» stanno portando a termine progetti per 7,2 miliardi di dollari. E in tutto questo le banche non potevano non fare il loro gioco. Bank of America, per esempio, dispone persino di una divisione ad hoc: la gaming finance unit, che giusto 3 settimane fa – insieme a Deutsche Bank e Société Générale – ha finanziato all’americana Wynn Resorts un casinò nuovo di zecca da 1,1 miliardi di dollari (ovviamente a Macao).

Per il futuro i numeri sono ancora più da capogiro: investimenti per 30 miliardi nell’arco di 10 anni. In tutto questo si è calcolato anche il super guadagno delle banche. Se dovessero finanziare un terzo della spesa di ogni progetto, gli interessi ammonterebbero a circa 200 milioni di dollari. Nel frattempo, mentre Macao comincia a prendere forma, l’occhio delle banche guarda già altrove. A Singapore sta per sorgere il primo tempio del gioco. Sul tavolo delle Autorità sono rimasti solo 4 progetti ed entro metà del 2006 arriverà la scelta. Il prospetto di Las Vegas Sands prevede un resort da 2,5 miliardi di dollari, un museo e una sala congressi di oltre 100mila mq. Ma la vera sfida si giocherà tra le banche, disposte a tutto pur di accaparrarsi la vincitrice.

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