Società

Banche, 25% dipendenti sceglie welfare al posto dell’aumento

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ROMA (WSI) – In tempo di crisi e di tagli alla spesa sociale, anche benefit come contributi per pagare i servizi sanitari o far crescere la pensione integrativa e sostegno alle rette scolastiche o universitarie dei figli diventano modalita’ per remunerare la produttivita’ dei dipendenti.

Lo dimostra l’iniziativa promossa dal sindacato dei bancari Fabi che nel 2014 insieme ad altri sindacati di categoria ha negoziato con l’80% dei gruppi bancari premi aziendali in welfare che prevedono la possibilita’ per i lavoratori di investire la somma contrattata in spese cosiddette ‘sociali’, sanitarie, previdenziali o d’istruzione, potendo cosi’ beneficiare di rilevanti agevolazioni fiscali, pari al 40% dell’importo lordo.

A optare per questa formula, alternativa al tradizionale premio in contanti, e’ stato circa il 20-25% dei dipendenti bancari interessati, per un totale di 48 mila persone. I dati sono stati presentati nel corso di un convegno sul welfare aziendale promosso da Fabi.

“Mettere anche il welfare al centro della contrattazione – ha spiegato Mauro Bossola, segretario generale aggiunto di Fabi – e’ una scelta politica lungimirante perche’ supplisce ai tagli che i governi stanno effettuando sulla spesa sociale, venendo incontro alle esigenze dei cittadini.

Dove non arriva piu’ lo Stato puo’ arrivare la contrattazione collettiva dei sindacati – ha aggiunto – inoltre, in un contesto di deflazione come il nostro, questi strumenti consentono il mantenimento del potere d’acquisto del salario di produttivita’ dei lavoratori. Percio i ha concluso – facciamo appello al governo affinche’ le politiche di detassazione in tema di welfare e di produttivita’ vengano ampliate e rafforzate”.
(Adnkronos)