Banca e territorio: sofferenze e criminalità

3 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Il costo immateriale connesso alla sicurezza rappresenta da sempre una delle voci che, sovente più di altre, contribuisce ad aumentare il costo complessivo del sistema Paese, ivi compreso quello riferibile al sistema bancario. In altri termini, le rapine, i fatti e gli episodi di criminalità o fattori ambientali contingenti,  contribuiscono a determinare il costo complessivo dei servizi forniti dal sistema bancario e creditizio.

Immaginando trattarsi di una problematica sempre attuale, ricordo che negli anni passati, sulla base di analoga inchiesta effettuata dalla banca dati dell’Experian International sul grado d’insolvenza del credito al consumo, ha evidenziato che le regioni meridionali (Campania, Calabria e Sicilia) sono quelle a maggior rischio sofferenza.

Infatti, in materia dei “credito al consumo” – erogato per esigenze personali per acquisto computer, cambio dell’autovettura, vacanze etc. – a fronte di un tasso d’insolvenza medio nazionale del 10%, nel Mezzogiorno d’Italia veniva superato di oltre il 50%.

Quando parliamo di controllo del territorio da parte delle Istituzioni c’è poco da stupirsi.

Quando diciamo che la criminalità organizzata controlla larghe fasce di territorio del nostro Mezzogiorno dobbiamo evidentemente anche immaginare una certa influenza, anche nefasta, nella organizzazione del credito. In altri termini, sembra comprendere che in queste regioni meridionali viene accordato il credito al consumo con maggiori facilità e  pur in assenza di garanzie personali o patrimoniali. Trattasi di aperture di credito destinate ad aumentare le sofferenze che, inevitabilmente, andranno ad appesantire il conto economico dell’impresa bancaria, riflettendosi in egual misura sul “costo del denaro” sopportato dalla intera società civile.

Si dirà, sono i danni da sistema!!!

Un sistema criminale che affligge non solo l’economia in genere attraverso la estorsione sistematica della classe imprenditoriale operante sul territorio ma anche – come era intuibile – il mercato creditizio.

In questo quadro possiamo parlare di un sistema di collusione o di un mercato sotto minaccia criminale?

Quali accorgimenti sono stati o si pensa di adottare?

Potrà essere sufficiente aumentare il livello delle “garanzie” soprattutto in presenza di richiesta di credito al consumo per esigenze di natura voluttuaria come la esigenza di vacanze, cambio autovettura etc.?

Diversamente, continuando di questo passo come comune cittadino  mi sembrerà di finanziare vacanze a costo zero alla criminalità organizzata.

Al danno, la beffa!!!