Banca Etruria & Co., a casa 900 lavoratori

9 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Sarebbero circa 900 i lavoratori coinvolti nella crisi di Banca Marche, Banca Etruria , CariFerrara e CariChieti.

“Nelle quattro banche in risoluzione gli accordi sindacali aziendali hanno gestito l’uscita, su base volontaria e con accompagnamento alla pensione, di circa 900 lavoratori”, ha riferito il responsabile delle relazioni sindacali dell’Abi, Giorgio Mieli, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera.

Nei quattro istituti, ha aggiunto,

“sono stati raggiunti rilevanti accordi sindacali attraverso i quali è stata individuata la strumentazione per la gestione degli esuberi e per il contenimento del costo del lavoro. Anche se”, ha sottolineato, “in ogni caso, la nuova proprietà degli Istituti potrà decidere, ovviamente in piena autonomia, se e come utilizzare anche in futuro tale strumentazione”.

Tra le misure utilizzate Mieli ha citato

“il responsabile ricorso anche alla solidarietà difensiva che ha permesso la sostenibilità delle misure adottate e ridotto sensibilmente il numero degli esuberi risultante dai processi di riorganizzazione”.

Il rappresentante dell’Abi ha quindi fatto rilevare, che

“pur in un contesto mediatico non favorevole e caratterizzato da profili di assoluta novità e delicatezza, il 28 gennaio 2016 è stato sottoscritto un accordo sindacale tra le quattro aziende e le organizzazioni sindacali con il quale le parti si sono date atto che nelle nuove banche continuano a trovare applicazione ed esecuzione a ogni conseguente effetto, anche successivamente al 22 novembre 2015, senza soluzione di continuità, i contratti collettivi nazionali di lavoro nonché gli accordi sindacali già in essere alla data di trasferimento delle aziende”.