Banca Etruria, Boschi: “Se mio padre indagato? Nessun impatto su di me”

12 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Anche nell’eventualità in cui il padre Pierluigi Boschi dovesse essere iscritto nel registro degli indagati per la vicenda di Banca Etruria, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi non lascerebbe la sua poltrona. Lo ha detto lei stessa, intervenendo come ospite alla trasmissione di  “Otto e mezzo” su La7.

Se mio padre venisse indagato questo non avrebbe un impatto su di me. Questo lo dice la nostra Costituzione. E un’indagine non è una sentenza di condanna. Credo che mio padre sia una persona perbene che ha accettato quell’incarico pensando di poter dare una mano, su questo non ho dubbi. Se poi dovesse avere delle responsabilità dovrà pagare come tutti. Forse lui, che ha già pagato, è uno dei pochi che ha pagato“.

Ancora:

“Credo che non si possa immaginare che una vicenda del genere possa avere una ricaduta diretta nei miei confronti. Sul governo c’è una occasione in Parlamento, perchè è già stata prevista una mozione di sfiducia al governo: è il 19 gennaio alla Camera. Siamo tranquilli, il governo ha fatto ciò che doveva su queste quattro banche”, ha detto, riferendosi al decreto salva banche con cui il governo Renzi ha impedito che i quattro istituti – appunto Banca Etruria, insieme a Banca Marche, CariFerrara e Carichieti – facessero crac. “Siamo intervenuti noi perchè altri governi negli anni precedenti non l’hanno fatto. Passera, ex ministro, ci dice che dovevamo fare di più ma se avesse fatto lui qualcosa le cose oggi sarebbero diverse. La commissione di inchiesta è un’iniziativa parlamentare, il governo non ha assunto iniziative. E’ una proposta, sarà una commissione bicamerale, vedremo alla fine quale sarà l’oggetto dell’indagine”.

Nel commentare  il via libera da parte della Camera al ddl di riforma costituzionale, ha sottolineato:

“Sono molto soddisfatta, siamo contenti, è un altro passaggio importante, è un buon modo per iniziare il nuovo anno delle riforme” mentre, in risposta alla domanda se il governo andrà a casa nel caso in cui il referendum dovesse bocciare il ddl costituzionale: “Tutto il governo e anch’io come membro del governo se gli italiani decideranno che queste riforme non sono le loro riforme dovremo necessariamente risottoporci alla scelta dei cittadini, è una scelta di serietà”. Sulle elezioni “lo decide il presidente della Repubblica” ma “sarebbe corretto e serio fare una scelta, noi non siamo attaccati alle poltrone“.