Baltic Dry Index in netto rialzo, silenzio dei ribassisti

23 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Aveva fatto temere il peggio, tanto da esser tornato a luglio scorso sui minimi del maggio 2009. Ma sono bastate due settimane per un cambio di rotta repentino che ha implicazioni sulla ripresa economica, data in depressione.

Stiamo parlando del Baltic Dry Index, monitorato speciale per capire a livello tendenziale dove e’ destinata a parare la congiuntura economica. L’indice fornisce infatti una fotografia dell’andamento dei costi del trasporto marittimo, in modo particolare delle navi cargo porta-container che fanno viaggiare merci non liquide sfuse lungo le principali rotte mondiali e non solo quelle del Mar Baltico, come il nome potrebbe far pensare.

Qualche settimana fa WSI scrisse un articolo sul Baltic Dry Index che scateno’ una polemica e decine di commenti da parte dei lettori, alcuni dei quali molto irritati dal nostro titolo un po’ sprezzante (Lettura vietata agli **BLIP** ottimisti: Baltic Dry Index ai minimi di 14 mesi).

L’indicatore e’ utile per capire l’andamento di domanda e offerta effettive di materie prime e prodotti agricoli come carbone, ferro e grano ben al di la’ dei “manipolati e manipolabili” rialzi o ribassi in borsa. La corsa del BDI e’ cominciata dal 27 luglio scorso. Merito della domanda di acciaio. In barba ai dubbi sulle richieste dalla Cina data da tutti i centrri studi economici in forte rallentamento (scorte in aumento, generalizzata ripresa economica che procede a rilento e segnali di consolidamento del settore acciaifero cinese) i prezzi di ferro e acciaio stanno aumentando.

Cio’ suggerisce che laddove c’e’ domanda di acciaio ce ne sara’ sempre per le altre materie prime e di conseguenza le navi cargo continueranno a percorrere le loro rotte piuttosto cariche. I mesi di agosto e settembre possono dunque fornire spunti interessanti per le commodities, comprese quelle non liquide sfuse.

Un consiglio: va bene monitorare questo indice. Offre una chiave di lettura in piu’ sull’attuale congiuntura economica globale. L’importante e’ non usarlo a supporto delle proprie tesi quando piu’ fa comodo, in salita o in discesa che sia. Infatti dai ribassisti che gioivano a maggio, stavolta non e’ arrivato alcun commento. Forse perche’ sono ancora in vacanza?