Eba: bad bank europea per 1000 miliardi di sofferenze

31 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

LUSSEMBURGO (WSI) – Mentre il numero uno della Vigilanza della Bce sulle banche, Danièle Nouy, punta il dito contro gli istituti di credito italiani, rei di non aver fatto abbastanza per risolvere il nodo sofferenze, a fornire la sua ricetta per affrontare la massa di Npl delle banche europee è Andrea Enria, presidente dell’Eba, l’Autorità bancaria europea.

Nel corso di una conferenza a Lussemburgo, Enria spiega la sua idea: creare una vera e propria società di gestione a livello europeo, una bad bank che affronti i 1000 miliardi di euro di crediti deteriorati aggregata delle banche Ue. Come funzionerebbe nei dettagli?

Le banche trasferiscono i crediti alla bad bank al loro valore di mercato e la differenza tra i prezzi attuali di mercato e il valore reale potrebbe essere in teoria esente dall’aiuto di stato e coperta dalla stessa bad bank ad interim e da investitori privati. Qualora la bad bank non riuscisse a cedere tali crediti in un tempo preciso, tre anni, allora le banche si potrebbero riprendere gli Npl e assorbirebbero in toto le perdite facendo scattare la ricapitalizzazione preventiva dei singoli stati membri.

Tale proposta permetterebbe alla bad bank di sanare i fallimenti del mercato, ossia  il mancato incentivo delle banche a cedere i crediti in perdita, l’asimmetria fra compratore e acquirente, oltre che creare una trasparenza sui prezzi.

Inoltre la bad bank, secondo la proposta del numero  uno dell’Eba, non annullerebbe le regole del bail-in ma acquisterebbe i crediti al valore di mercato creando però una massa critica e reperendo fondi privati sul mercato.

La proposta dell’Eba è un “veicolo societario che tiene questi rifiuti là sotto sperando non puzzino troppo e che vengano assorbiti dal ciclo economico, ma poi il cerino torna in mano alle banche e agi stati nazionali”. A dirlo il docente della Bocconi Carlo Alberto Carnevale-Maffè:

“La proposta dell’Eba di far nascere una bad bank a livello europeo per gestire i 1000 miliardi di crediti deteriorati è un tappeto blu a stelle dove nascondere per tre anni i rifiuti dei crediti deteriorati. Si compra del tempo ma, sia chiaro, i rischi restano tutti a obbligazionisti e soci delle banche che rischiano comunque di saltare. Bisogna sperare che questi crediti vengano ceduti altrimenti, appunto dopo i tre anni di scadenza della possibilità di cederli, ritornano alle banche con un ulteriore perdita di valore e quindi l’applicazione del bail- in con danni”.