AZIONARIO: INUTILE ANDARE CONTRO UNA BORSA CHE SALE

17 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

A oltre un anno dal punto piu’ critico della crisi finanziaria, che ha gettato nel panico i mercati di tutto il mondo, gli analisti sono divisi sulle previsioni circa il futuro dei listini americani.

Secondo Dirk Hofschire, vice presidente delle analisi di mercato per Fidelity, le condizioni del credito per le piccole aziende dovranno migliorare se gli Stati Uniti vogliono assistere ad una ripresa dell’economia.

La situazione inoltre resta grave nel mercato immobiliare commerciale, le cui attivita’ di prestito rappresentano la preoccupazione maggiore degli istituti attivi nella concessione di quei tipi di credito. Prosegue senza sosta infatti il calo dei prezzi, ora su livelli che non si vedevano da inizio 2003.

Le societa’ di maggiori dimensioni hanno avuto successo nelle loro operazioni di aumento di risorse di capitale tramite l’emissione di titoli nel mercato del debito, ma alle entita’ piu’ piccole, che fanno affidamento soprattutto sulle banche regionali, non e’ andata cosi’ bene e devono ancora fare i conti con “condizioni restrittive del credito”.

Di parere completamente opposto e’ Jeffrey Saut, Managing Director di Raymond James, per il quale le speculazioni secondo cui l’economia americana sia giunta “alla fine di un’era” sono esagerate e la ripresa e’ destinata a continuare imperterrita.

Alcuni analisti del mercato tendono a fare paragoni e prendere ad esempio quanto avvenuto nella fase post-crisi degli anni ’30 per predire dove andra’ a parare la Borsa americana.

E’ dall’inizio di ottobre che si aspettava una correzione tecnica, ma e’ evidente “che e’ un errore diventare ribassisti adesso”, dal momento che troppi titoli sono ancora ipervenduti.

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