Azionario asiatico in leggero rialzo. Dati macro deboli

31 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in leggero rialzo. Il calo della fiducia dei consumatori americani, che raggiunge i livelli minimi da due anni, riduce l’ottimismo sul miglioramento degli utili societari nella regione. Eurodollaro a $1,4440.

Tra i dati dall’Asia, pesa il rallentamento della produzione industriale in Giappone, con la ripresa post-terremoto di marzo che sembra perdere la spinta mostrata nelle fasi iniziali. La variazione dell’output ha registrato +0,6% a luglio su base mensile, ben al di sotto le stime raccolte da Bloomberg (+1,4%). A giugno la variazione era stata molto superiore (+3,8%). Tra le cause principali di questo rallentamento la forza dello yen, a livelli del dopoguerra contro il dollaro americano. A seguito della pubblicazione del dato la divisa nipponica ha registrato un ulteriore apprezzamento.

Produzione industriale in calo anche in Corea del Sud (su base mensile), visto il rallentamento della crescita economica globale. Per stimolare l’attività manifatturiera in questo periodo di incertezza l’istituto centrale a inizio mese aveva deciso di mantenere i tassi invariati per il secondo meeting di fila.

Le minute della Fed hanno mostrato che nel meeting di agosto si è discusso su possibili interventi da adottare per stimolare la ripresa della più grande economia al mondo. Cresce dunque l’aspettativa nel mercato che a settembre l’istituto americano possa intraprendere delle azioni concrete.

Nel mentre si continua a cercare rifugio su asset più sicuri e si ritorna a guardare verso i metalli preziosi: argento e oro in rialzo. Il petrolio perde parte della spinta degli ultimi giorni.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in rialzo dell’1,07%. Nikkei (+0,01% in chiusura), Seul (+1,74%), Sydney (+0,38%), Hong Kong (+0,79%), Shanghai (-0,1%), Singapore (+2,02%).

Tra le commodities, in leggero calo il contratto sul petrolio crude, in rialzo gli altri energetici. Ripresa per i metalli preziosi. Wti ($88,63, -0,3%), Brent ($113,99, -0,03%), oro ($1.836,3, +0,36%), argento ($41,435, +0,09%), rame ($4,13, +0,17%).

Nel valutario, euro stabile sul dollaro, a $1,4440 (+0,03%). La moneta unica scambia a CHF1,1785 (-0,45%) franchi svizzeri e a ¥110,62 (-0,12%) yen giapponesi. Dollaro/yen a ¥76,59 (-0,16%). Il leggero apprezzamento anche aussie e kiwi, rispettivamente a $1,0686 (+0,13%) e $0,8540 (+0,2%) contro il dollaro americano.

Future sull’indice S&P500 poco variato, segnala un rialzo di 3,25 punti (+0,27%) a 1.208. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,178%.

“Continua a esserci una pressione al ribasso per i titoli azionari”, ha detto a Bloomberg John Woods, a capo della strategia Asia per Citigroup private bank. “Non credo ci sarà un rialzo significativo fino a quando non vedremo maggiore chiarezza sulla crescita dell’economia”.

“Sembra essere chiaro che le loro (Fed) opzioni sono limitate e nell’ultimo meeting non è stata annunciata nessuna misura ‘d’eccezione’ “, si legge nella nota di ANZ Bank. “L’ostacolo per un altro QE sembra essere molto alto”.